Questa volta rispondiamo

Alcune puntualizzazioni a proposito della recensione che il blog di Estropico dedica all’ultimo saggio di Riccardo Campa Mutare o Perire:

1)    Mutare o perire non è un libro auto pubblicato perché il numero IBSN è fornito dall’editore (per la differenza tra pubblicazione e auto pubblicazione – nel senso tecnico del termine – ci si può informare su www.isbn.it). L’AIT in quanto associazione culturale può certamente pubblicare libri con propri ISBN e in futuro forse lo farà. In tal caso si potrà parlare tecnicamente di auto pubblicazione. Non però per questo volume.

2) L’editore non afferma che Riccardo Campa è il leader mondiale dei transumanisti (figura che non esiste), ma che è “uno dei più autorevoli esponenti di questa corrente di pensiero a livello mondiale”, cosa difficilmente contestabile. Oltre a fondare e dirigere l’AIT – attualmente la piu’ grande organizzazione transumanista nazionale nel mondo – l’autore ha servito per due anni come direttore della World Transhumanist Association (2006-2008), ha svolto una ricerca sul tema della scienza e dell’orizzonte postumano per la NATO, è fellow dell’Institute for Ethics and Emerging Technologies, membro del Comitato scientifico dell’International Journal of Technoethics, membro dell’Advisory Board della ngo internazionale Lifeboat Foundation – che collabora con la Marina Militare degli Stati Uniti – in quanto esperto di terrorismo e nuove tecnologie, è stato invitato al Parlamento Europeo per difendere la libertà di ricerca scientifica, ha pubblicato parecchi articoli sulla scienza e il transumanesimo su riviste internazionali (The Journal of Evolution and Technology, Swissfuture, Re-public, International Sociology, etc.), ha insegnato queste tematiche in tre diverse università straniere, ha partecipato come relatore e come speaker in due panel discussion (con Bostrom, Hughes, Bainbridge, ed altri eminenti transumanisti) al Transvision 2006 di Helsinki, è apparso su diversi media (almeno 60 articoli a stampa nelle maggiori testate nazionali e un documentario televisivo) per difendere il transumanesimo dall’attacco dei neoluddisti, esponendosi con nome e faccia.

3)  Estropico si accanisce da anni contro Stefano Vaj, probabilmente perché teme che lo stesso, più di Campa, possa trovare ascolto negli ambienti della destra italiana che egli ritiene sua personale riserva di caccia: la vera colpa di Vaj appare in sostanza quella di non essere anarco-capitalista e filoclericale. Tuttavia, sia il ruolo rivestito da Stefano Vaj nell’AIT, sia questa prefazione (richiesta da Riccardo Campa, le cui idee politiche sono ben note, avendo egli militato nel PSI e nella Rosa nel Pugno), dipendono dalla sua cultura di merito: Vaj ha pubblicato volumi di spessore (Indagine sui diritti dell’uomo, Biopolitica, Dove va la biopolitica?) e moltissimi articoli su riviste e giornali sull’argomento, tiene un corso universitario di Diritto delle nuove tecnologie e partecipa attivamente e costruttivamente all’attività del movimento transumanista internazionale, dove la sua presenza è stata ripetutamente riconosciuta e apprezzata, anche dalla corrente Estropica internazionale (che evidentemente non condivide gli attacchi dell’Estropico italiano).

4)  L’AIT è un’associazione culturale che sostiene posizioni bioetiche trasversali agli schieramenti politici tradizionali. Come risulta dal suo manifesto, si caratterizza su questi obiettivi qualificanti:
1. Diffusione delle conoscenze e delle tecnologie
2. Laicità delle istituzioni e della cultura
3 Affermazione di una concezione scientifica del mondo
Cerchiamo di fare transumanesimo pubblicando libri, articoli, riviste. Ci siamo sforzati a lungo di evitare la polemica esterna: nel nostro sito non compare alcun attacco a Estropico. Abbiamo anzi per lungo tempo linkato sito e mailing list, riconoscendogli di aver svolto un’importante opera di traduzione e divulgazione. Ma dobbiamo rilevare che per l’ennesima volta Estropico attacca non gli avversari della scienza e delle biotecnologie di qualsiasi schieramento politico, ma esponenti transumanisti con idee politiche diverse dalle sue.

  1. Nel mentre che ho ovviamente sottoscritto il comunicato di cui sopra, di cui condivido la responsabilità, a titolo personale ho qualche dubbio che nel caso di Fabio Albertario “Estropico” e Giovanni Stile “Tecnoumanista, etc. etc.” siamo di fronte ad “avversari politici” nel senso normale della parola.

    Ho l’impressione piuttosto che il loro costante, quanto unilaterale, “dibattito” con l’AIT appartiene a quel fenomeno che vede regolarmente fiorire intorno ai movimenti culturali, politici o religiosi che ambiscono a trasformazioni radicali individui o gruppuscoli scissionisti, complottisti, “extraparlamentari”, pretesamente “puristi”, etc., che in realtà esistono ed agiscono in gran parte per puro risentimento, rivalità, frustrazione, etc., e che non possono fare a meno di tornare ad occuparsi ancora e ancora di ciò che davvero li tormenta.

    Anche se le posizioni espresse in tale piccolo giro sono spesso alquanto bizzarre (cfr. http://ieet.org/index.php/IEET/comments/hughes20091004/), le spiegazioni di queste cose alla fine sono sempre più psicologiche che ideologiche.

    Cfr. anche l’ultimo scomposto attacco contro Roberto Guerra, che ha avuto il solo torto di dare fiducia all’ufficialità “aperturista” del blogger suddetto volta ad arruolare consapevolmente o meno il maggior numero di persone possibile nelle crociate contro i mulini a vento di cui sopra per poi vedersi censurato ed escluso, e che viene oggi pubblicamente svillaneggiato solo perché si è permesso di criticare i commenti livorosi di chi continua ad esprimere enfaticamente “dubbi” e “preoccupazioni” su pubblicazioni che non si degna neppure di consultare di verificare il contenuto (tanto, si sa, “le opere del demonio contengono solo menzogne”…).

    • Vittorio Borghese
    • 6 febbraio 2010

    Ho trovato l’intervento di Roberto Guerra tutt’altro che aggressivo. Era ricco di ironia e senso dell’umorismo. Il che e’ cio’ che ci aspettiamo da Guerra, visto il suo talento poetico e il suo spirito battagliero (nomen omen). Dal canto suo, Estropico ha legittimanete espresso un parere nei confronti del libro di Riccardo Campa (anche se e’ sempre buona norma conoscere bene cio’ di cui si parla). Mi pare pero’ assurdo rivendicare per se la liberta’ di parola, di opinione, di critica – come fa Estropico – e volerla constestualmente negare agli altri. Se si getta il sasso nello stagno poi arriva l’onda. Chi ci tiene a vivere tranquillo, nascosto (come insegna Epicuro) non dovrebbe attaccare briga per primo.

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