OGM: l’Europa dice si, l’Italia dice no

Tutti gli studi scientifici effettuati, il fatto stesso che le specie sono da sempre selezionate artificialmente e che dunque il cibo “naturale” e’ solo un mito, la consapevolezza che le specie sono sempre in mutamento secondo le dinamiche dell’evoluzione non bastano a convincere i politici e i cittadini italiani (di destra e di sinistra) che la battaglia contro gli OGM e’ solo l’ultima frontiera del passatismo irrazionale. Finalmente la Commissione UE apre le porte al cibo del futuro, ma i nostri rappresentanti politici, confidando demagogicamente nella reazione positiva dei cittadini disinformati e intimoriti dal progresso tecnologico (diciamolo!), protestano contro Bruxelles. Vediamo intanto la notizia, riportata da Repubblica: “BRUXELLES – Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora, per uso industriale nonché l’utilizzo dei prodotti dell’amido della stessa come mangime. Una decisione che pone fine alla moratoria in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni. 
Il via libera sarà accompagnato dal lancio del dibattito politico sul futuro del dossier degli Ogm nell’Ue seguendo la linea del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il quale ha dichiarato nelle scorse settimane “di non voler imporre la coltura degli Ogm in Europa”. Oltre alla patata Amflora, che è stata autorizzata per la coltura e per l’alimentazione degli animali, sono state approvate anche altri tre nuove varietà di mais Ogm, tutte destinate all’importazione e la commercializzazione per l’alimentazione degli animali. La patata Amflora, modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido, è stata a lungo al centro di una controversia fra l’Efsa (Autorità Ue di sicurezza alimentare), con sede a Parma, che ha dato il suo via libera ‘tecnico’, e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l’Emea (agenzia Ue del farmaco) e l’Oms. La controversia riguardava la presenza, nell’Ogm, di un gene ‘marker’ che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana. L’Efsa ha dato il suo via libera nonostante il fatto che la direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell’ambiente, proibisca espressamente l’autorizzazione per gli Ogm contenenti geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana. A più riprese, negli anni scorsi, la commissione aveva cercato di ottenere il sostegno degli stati membri nel comitato di regolamentazione degli Ogm e in Consiglio Ue, senza mai ottenere la maggioranza richiesta per l’autorizzazione alla coltura. Le norme Ue, tuttavia, danno all’esecutivo comunitario il potere di assumere da solo la decisione sull’autorizzazione, se non si esprime contro almeno la maggioranza qualificata degli stati membri. Dopo che il precedente commissario all’Ambiente, Staros Dimas, aveva bloccato la proposta, il suo successore, il maltese John Dalli, ha creduto bene di marcare con questa decisione il suo primo atto pubblico, che spiegherà durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles. La patata Amflora, il tubero geneticamente modificato, inizierà a essere prodotta nel corso di quest’anno. Lo ha annunciato il gruppo tedesco Basf, dopo il via libera di Bruxelles. La patata Ogm produce amilopectina pura, uno dei componenti dell’amido, che viene utilizzata per la produzione di carta, calcestruzzo e adesivi. “Non è previsto alcun utilizzo alimentare”, ha precisato il gruppo, che aveva presentata la prima domanda di autorizzazione per l’Amflora già nell’agosto del 1996.” Nel prosieguo dell’articolo (leggi tutto qui) vengono riportate le reazioni negative del ministro Luca Zaia che non esita ad appellarsi ad una ormai sacralizzata tradizione: l’Italia proseguirà nella politica di difesa e salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini”. Non entra pero’ nel merito degli studi scientifici che hanno dimostrato che i vegetali OGM, proprio perche’ selezionati, sono piu’ salutari dei vegetali coltivati secondo tecniche tradizionali. La scienza e’ ormai un dettaglio secondario, quando si puo’ risolvere il problema invocando il moloch della Tradizione. Ma non e’ solo il centrodestra ad opporsi al progresso. I Verdi fanno da sponda definendo la decisione inaccettabile e invocando il referendum. Il passatismo italiano e’ bipartisan.

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