La Corte europea: l’eterologa e’ un diritto

Una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 1 aprile scorso ha condannato l’Austria per violazione della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (art.8 – diritto al rispetto della vita privata e familiare; art.14 – divieto di discriminazione), in quanto la legge austriaca che regola la PMA (procreazione medicalmente assistita) non consente di ricorrere alla fecondazione eterologa, cioè alla fecondazione con seme di donatore o con ovocita di donatrice esterni alla coppia. Secondo la sentenza gli Stati non sono obbligati a legiferare in materia di PMA ma, se lo fanno, la legge deve prendere in considerazione gli interessi di tutti, e non discriminare coloro che per procreare hanno bisogno della donazione degli ovuli.

Questa sentenza avrà importanti ripercussioni anche in Italia: anche la legge italiana sulla PMA (l.40/2004, all’art.4) vieta “il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo”.

La Corte Europea non può imporre direttamente ai legislatori nazionali di cambiare le leggi interne, ma condanna i governi nazionali a risarcire i danni morali e le spese processuali alle coppie che fanno ricorso, e sono già pronte valanghe di ricorsi giudiziari anche dall’Italia.

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