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.:: Proto transumani

Jerry Jalava falange anulare chiavetta Usb

Mai fare battute a un informatico: potrebbe prenderle sul serio. È nata così la storia di Jerry Jalava, programmatore finlandese che ha una chiavetta Usb al posto dell’ultima falange dell’anulare sinistro.

La falange originale è andata persa a causa di un incidente in moto e così uno dei dottori dell’ospedale in cui era ricoverato ha suggerito a Jerry, scherzando, di sostituire il pezzo mancante con una penna Usb: dopotutto, di mestiere il ragazzo è un informatico.

L’idea è piaciuta al programmatore che l’ha subito messa in pratica: ora alla mano sinistra ha una protesi amovibile in silicone che termina con un connettore Usb e nasconde una memoria flash da 2 Gbyte.

Jerry Jalava ha già in mente un’evoluzione: la prossima versione disporrà di un chip Rfid installato nel polpastrello, che potrà anche essere separato dal resto della protesi.

I più curiosi possono trovare su Flickr varie foto del “dito Usb”.

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Evocazioni transumane

Dal Corriere.it, riportiamo il bell’articolo di Matteo Persivale riguardante alcune evocazioni avute dalla recente notizia dell’effettiva realizzazione di una cellula artificiale.

Ecco l’articolo:

Libri, film e tv: quando ci inquietavamo per «A come Andromeda»
Molti scrittori, registi e disegnatori hanno fissato lo sguardo sulla vita artificiale

MILANO — «Nulla si sa, tutto s’immagina», amava ripetere Federico Fellini, che di creare la vita in laboratorio (cioè il suo set) se ne intendeva. E per questo non stupisce che l’apologo più famoso sui pericoli dell’ingegneria genetica, Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1894-1963), sia stato scritto quando ancora il Dna non era stato scoperto — ventidue anni prima, per l’esattezza. Huxley nel 1931 immaginò l’industria della vita, fabbriche di embrioni e una società divisa rigidamente in caste. Lanciando nello stagno della letteratura idee che attraverso i decenni successivi — dopo che Watson e Crick spiegarono al mondo nel 1953 i misteri della doppia elica alla base della vita — hanno fatto scaturire libri, film, fumetti, musical, telefilm, perfino opere.
La cellula appena creata in laboratorio con Dna sintetico raggiunge faticosamente, dopo tanto tempo, tutti gli scrittori, i registi, i disegnatori, i compositori che hanno fissato lo sguardo sulla vita artificiale e in tutti questi anni hanno creato un intero genere. Una pubblicistica che va dal classico (il precursore, il nonno nobile H.G. Wells de L’isola del dottor Moreau con i suoi uomini-bestia e il veggente Philip K. Dick di Blade Runner recentemente ammesso nel salotto buono della letteratura statunitense con annessa pubblicazione nella Library of America) al colto (il recenteGenerosity di Richard Powers, su una ragazza portatrice del «gene della felicità» che diventa una star mediatica suo malgrado). Dai megasuccessi editoriali (vari titoli di Michael Crichton, il più celebre dei quali è Jurassic Park: i dinosauri riportati in vita tramite il loro Dna estratto da zanzare conservate nell’ambra) e transnazionali (la saga di Genoma del russo Sergey Lukyanenko).
Fino ai fumetti, agli sceneggiati tv di culto (l’italianissimo «A come Andromeda » del 1972 riscoperto dai ragazzi di Internet, e gli americani Dark Angel, con Jessica Alba dagli zigomi geneticamente modificati e Andromeda ispirato dal papà di Star Trek). La lezione di Huxley è alla base di un film del 1997 che dal Dna ha tratto anche il titolo, Gattaca (le iniziali delle basi azotate che formano il Dna sono G, A, T, C). Racconta di un mondo dove i figli dei ricchi nascono con il Dna «ripulito » da difetti e predisposizioni a malattie: tutti belli come Uma Thurman e Jude Law (e gli altri, imperfetti come noi, sono dei pariah ai quali toccano tutti i lavori manuali). E perfino il male assoluto fa capolino nei laboratori dell’ingegneria genetica dell’immaginazione, vedi I ragazzi venuti dal Brasile (romanzo di Ira Levin e poi film con Gregory Peck e Laurence Olivier) con il dottor Mengele che cerca di far rinascere Hitler.
La scienza del Dna è anche democratica, perché fatta su misura sia per gli artisti sia per gli astuti creatori di serie hollywoodiane di impatto globale (Matrix con Keanu Reeves messia in pelle nera che dall’ingegneria genetica fa il triplo salto mortale verso le realtà parallele, lezione capita al volo da Avatar e dal suo fresco successo da due miliardi di euro). La manipolazione genetica è stata messa perfino in musica: l’opera horror The Fly, «La mosca», ispirata al film anni ’50 con Vincent Price—e al remake diretto da David Cronenberg — nel quale il Dna di uno scienziato si mescola per errore con quello di un insetto raggiungendo livelli di alto grand guignol (e inevitabile pubblicità indiretta al Ddt). Insomma, proprio tutti i colori del «magnifico nuovo mondo» (citazione shakespeariana— La tempesta— piegata astutamente da Huxley alle esigenze di un futuro da incubo). Ma che venga visto come sorgente di vita e speranza — il misterioso feto del finale di 2001 Odissea nello spazio — o terrificante vaso di Pandora come quello immaginato da Huxley, la notizia di ieri è che vita artificiale — il futuro — è qui. E quelli tra noi che non riescono a non guardare l’ingrandimento di quella cellula come a un pianeta pieno di insidie possono difendersi, almeno, con le armi dell’ironia. Quella di uno scrittore morto poco più di anno fa, JG Ballard, l’autore di Crash, che con il suo sorriso gentile tranquillizzò un intervistatore allarmato dagli orizzonti nebulosi dell’ingegneria genetica: «Non ho obiezioni riguardo alla clonazione — disse quel grande —. Neanche nel caso degli esseri umani. Siamo tutti così inevitabilmente simili, in fondo».
Matteo Persivale

Estensione della vita su “Le Amiche del Sabato”

Anche se con un po’ in ritardo, è con piacere che segnaliamo l’intervento di Bruno Lenzi a Le Amiche del Sabato, del 27 febbraio, su longevismo e crionica. Una buona occasione per parlare di due tra i temi più controversi del transumanesimo, anche se la natura generalista del programma in questione non ha concesso il tempo adeguato per proporre un approfondimento adeguato per una corretta esposione. È possibile però registrare dei dati. Prima di tutto il poco tempo offerto per dare l’opportunità di fornire il punto di vista dello stesso invitato alla trasmissione. Questo è un punto interessante, perfettamente attinente al sistema dello spettacolo, che tende a riassimilare nel suo involucro anche ciò che gli sfugge, tanto per citare Debord. Seconda cosa, la reazione sbigottita dei vip non addetti ai lavori, denuncia un sentire, per quanto nella sua manifestazione più perbenista, comune e diffuso. Nonostante ciò, riteniamo senz’altro importante l’esperienza di Lenzi, che seppur giovanissimo, sembra essersi abituato ormai alla vetrina mediatica. Non ci resta che sperare in un prossimo intervento, questa volta che renda merito alla sua posizione!

Il Connettivismo da AltroQuando

Il Connettivismo, movimento letterario gemellato del transumanesimo, sbarca alla libreria AltroQuando di Roma.
Dalle ore 18, si susseguiranno le presentazioni di Avanguardie Futuro Oscuro, ultima antologia del movimento con racconti di Sergio Altieri e Valerio Evangelisti e curata da Sandro zoon Battisti, e-Doll, romanzo vincitore dell’ultimo Premio Urania Mondadori Francesco Verso, e NeXT rivista di cultura connettivista. Il tutto intercalato da proiezioni video e letture di brani scelti.
A seguire aperitivo con gli autori.

Per saperne di più:

Connettivismo
Sandro Battisti
Francesco Verso

Recensione de: Morfologie evolutive dell’architettura

Il modello evolutivo darwiniano, può essere applicato allo sviluppo di forme e stili nell’architettura? Secondo Roberto De Rubertis sì, e questo suo Morfologie evolutive dell’architettura rappresenta un ottimo spunto di studio in tale direzione. Considerare i singoli morfemi di una architettura, o di un agglomerrato urbano, alla stregua di una genia sull’atto di preservarsi secondo il modello dawkinsniano, non solo non sarebbe errato dal punto di vista semantico, ma non lo sarebbe nemmeno dal punto di vista fattuale.

Una breve recensione del libro su: http://piliaemmanuele.wordpress.com/2010/02/21/levoluzione-dellarchitettura_/

Anniversario della morte di Giordano Bruno

Ricorre oggi l’anniversario del martirio di Giordano Bruno, filosofo e scienziato, bruciato vivo a Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600, ove oggi il bronzo dello stesso osserva severo la piazza. Sono trascorsi 410 anni dall’esecuzione del braccio secolare della Santa Inquisizione. Tra le opere fondamentali di Giordano Bruno, noto soprattutto per aver affermato l’infinità dell’universo, troviamo De l’infinito, universo e mondi, De la causa, principio et uno, Spaccio della bestia trionfante, De gli eroici furori, De magia mathematica. Il 12 maggio 2007, l’AIT ha scelto questo luogo per l’incontro precedente la manifestazione Coraggio laico, che ha contribuito ad organizzare.