TRANSVISION 2010 Verso il Futurismo Scientifico, di Roberto Guerra

TRANSVISION 2010 Verso il Futurismo Scientifico, di Roberto Guerra
-Italia: da Galileo a Marinetti ai Transumanisti-

Tra breve (ottobre 2010, Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci-Milano) scocca Transvision 2010, l’evento periodico del Movimento Transumanista, ovvero la futurologia dell’era di Internet, disseminato a livello internazionale. Grande Evento a suo tempo promosso dall’astronave madre anglosassone di Humanity + (ex W.T.A), tra i fondatori e-o ricercatori figure, filosofi, scienziati del calibro mondiale di Nick Bostrom, David Orban, Max More e Natasha Vita More, Ben Goertzel, Aubrey de Grey, gli scrittori stessi William Gibson e Bruce Sterling, padri del cyberpunk.

Questa edizione è a cura degli Italiani, dell’Associazione Italiana Transumanisti dei vari Riccardo Campa (Presidente AIT, saggista e sociologo della scienza) , Stefano Vaj (filosofo) Giulio Prisco (Fisico e Informatico), sede centrale Milano. Per il Transumanesimo italiano doverosa segnalazione anche per -tra altri- Ugo Spezza (Giornalista Informatico); l’indipendente e a modo suo, peculiare e trasversale, Gianni Vattimo (notissimo filosofo italiano); gli stessi Giuseppe Vatinno (Fisico teorico); Bruno Lenzi (pioniere della crionica); e “Estropico” (primo divulgatore on line in Italia del Transumanesimo) del secondo Network Transumanisti attivo in Italia.

Più nello specifico l’AIT, in certa recente e significativa svolta più mediatica e attivistica del movimento, coinvolge anche i promotori di certo stesso futurismo contemporaneo, ovvero i vari Graziano Cecchini (celebre per la Fontana Rossa performance e altre azioni futuriste, unico artista italiano nel catalogo Taschen Usa 2010), Antonio Saccoccio (i netfuturisti nativi digitali del web), Giovanni Tuzet (docente alla Bocconi di Milano, teorico del futurismo logico) e chi scrive (poeta elettronico e saggista). Sinergia futurologia-transumanesimo-neofuturismo codificata ufficialmente proprio nell’anno del centenario futurista, con il centenario live di Ferrara-evdienziato dai Rai Due in Il Futuro del Futurismo… e il volume a cura AIT, AA.VV. Divenire 3 Futurismo): la reinvenzione del futurismo nella sua essenza dinamica tecnoscientifica ante litteram….

Questo volume sul futurismo (la revisione futurista senz’altro più autorevole), il precedente libro stesso mediatico , “Transumanesimo: Cronache di una rivoluzione annunciata”, a cura dello stesso Campa, florilegio dalla stampa nazionale sulla new wave futurologica e futurista transumanista, e soprattutto il più recente (2010) volume esclusivamente di Riccardo Campa, Mutare o Perire sono certamente preludio e introduzione al grande evento prossimo internazionale di cui prima. (che per la cronaca fa seguito- prova di una significativa accelerazione in Italia del movimento- al recente importante Congresso di Caserta- “Evoluzione Autodiretta…” del Network parallelo di Vatinno, Estropico, De Biase, Stile… eccetera del giugno scorso- scienziati come Edoardo Boncinelli tra i relatori).

La più recente editorialistica transumanista AIT è una specie di superbollettino, download aggiornato al 2010 del divenire di certo post-umanesimo scientifico, culturale e finanche estetico, di cui i Transumanisti sono certamente una delle avanguardie mondiali più attive e consapevoli. Divenire- questa forse la scommessa più radicale di Transvision 2010- del movimento stesso verso una specie di futurismo scientifico rivoluzionario, metapolitico, alla luce delle potenzialità comunicative del web stesso, ormai (leggi Obama stesso primo Presidente postInternet) figura sfondo oggettiva della stessa dimensione strettamente politica (Il Web è il Messaggio!).

Mutare o Perire in particolare ha un titolo esplicito e indicativo: o le istituzioni e le unità umane si adattano in fretta alla nuova era della conoscenza e della scienza anche applicata, accettandone non solo i supergadget spettacolari, o le ricadute tecnologiche di massa nella vita di tutti i giorni (dal computer ai telefoni ai robot per l’industria e le nanopillole per la medicina) oppure all’orizzonte, tra appena qualche decennio, anziché un mondo planetario più giusto e equilibrato, in temi di benessere e sicurezza, più ricco di creatività e libertà individuale, più longevo in buone condizioni, anche l’Occidente rischia non un nuovo rinascimento ma certo medioevo prossimo venturo, paventato dallo stesso Roberto Vacca (certa analisi recente dello stesso Jacques Attali).

Nonostante certa crisi strutturale contemporanea, la scienza e la tecnologia hanno le ricette per un salto quasi quantico possibile per gli umani del XXI secolo: certamente, uno dei sensi neppure taciti del volume., altre soluzioni verosimili non esistono… Campa, con parole trasparenti, scorrevoli narra, da un punto di vista libertario e radicale dichiarato, la storia della futurologia più recente, la sua sincronia e orizzonti nient’ affatto utopistici ma possibili, potenziali, prospettici, previsionali probabili, nonché tutti i gap psicosociali, chiaramente irrazionalisti, oggi persino new age e pseudoambientalisti, che frenano il nuovo progresso possibile postinformatico e postecologico.

Campa evidenza anche la necessaria complicità degli artisti più sensibili alle nuove ciberculture nascenti (ad esempio gli scrittori- in Italia gli stessi giovani connettivisti quali Verso e Battisti e altri- o cineasti di science-fiction, finanche certa estetica futuristica tutt’oggi propulsiva) per favorire il superamento di certo attuale choc del futuro, i cui sintomi di neo-oscurantismo appaiono lampanti spesso in certi old media (tipo la stampa), in Italia in certa casta culturale storicamente arroccata su epistemologie arcaiche parareligiose o paralaiche ed ideologiche (destra/sinistra assieme…non a caso!), il ben noto iato tra tradizione umanistica nazionale e ormai… la Terra che gira veloce nell’universo. L’urgenza di nuovi paradigmi anche sociali e culturali, soprattutto istituzionali ed economici, sottolinea infine Campa, appare ancora più urgente alla luce delle frontiere più avanzate della scienza contemporanea, ormai prossima a partire dalla seconda metà di questo secolo a concretizzare temi apparentemente fantascientifici. Quali l’ibernazione umana, la clonazione, l’Intelligenza Artificiale, il Mind-Up Loading (ovvero il trasferimento della coscienza umana in corpi cloni robotici o persino virtuali, in pratica la semi-immortalità), la cosiddetta Singolarità tecnologica, per non parlare di temi già presentissimi e “profani” quali le scienze cognitive, la scuola dopo Internet, l’informazione on line, gli eBook, la domotica, il cybersex, l’automazione semi-totale, i viaggi interstellari, OGM e nanotecnologie mediche e no ( e temi affini o avanti l’angolo…).

Un altro livello della condizione umana è già affiorato a livello appunto del post o del transumano, forse una nuova tappa dell’evoluzione, che domanda veri e propri nuovi paradigmi mentali, ancor più rivoluzionari e complessi, quasi cervelli multitasking per rispondere con velocità… bellezza e verità (e benessere) a tali ulteriori sfide della netmodernità… Riformattazioni mentali basate su sguardi al mondo e al suo divenire simili alle pupille… per così dire di fisici, matematici e anche artisti contemporanei, oltre l’illusione classica del tempo lineare, causa-effetto, nel cuore invece della complessità postmoderna e postumana, netmoderna, più prossima a scansioni esistenziali (nelle sue ricadute sulla condizione umana) aleatorie,stocastiche, relativistiche: nello stesso tempo però ostili al nichilismo e alla necrofilia, capaci di parlare le verità dinamiche del nostro tempo come ipotesi verosimili, secondo il linguaggio della scienza e delle scienze umane…

Il movimento transumanista italiano dopo Transvision 2010, che ospita significativamente oltre agli italiani, molti dei leaders mondiali anglosassoni del movimento, in certo senso, dopo anni di esperimenti culturali e -nella metafora- di tac del Pianeta Terra- Regione Italia- atterra… nei cieli cari a Leonardo… Galileo, Volta, Meucci, Marconi, Fermi, Maiorana e… Marinetti. (e Rubbia, Dulbecco, Montalcini, Hack..).

Rilancia, in vettori paralleli a certa stessa cultura o movimento scientifico nazionale (da Erice Città della Scienza al C.I.C.A.P. di Piero Angela alle varie fondazioni scientifiche diffuse sul territorio – tipo quella di Umberto Veronesi, al CRN stesso, a certe eccellenze scientifico-culturali anche accademiche- Bocconi- La Sapienza (eccetera) finanche nuove risorse organizzate nate nel web, ad esempio Agorà Digitale e molte altre), la futurologia in Italia, finalmente “scientifica”, sulla scia di pionieri stessi quali gli stessi Roberto Vacca, Silvio Ceccato, il Club di Roma di Aurelio Peccei, da angolazioni specifiche consapevolemente più radicali e futuribili e complementari.

Nella crisi anche salutare delle ideologie, oltre lo stesso choc del futuro in Italia, trasparente in certo impasse storico culturale (finanche politico…) rispetto all’evoluzione scientifica contemporanea , Transvision 2010, riassumendo, annuncia la discesa in campo, dei nuovi futuribili italiani- al passo con il movimento mondiale- auspica future sinergie stesse con i movimenti scientifico-culturali possibili, più specifici, paralleli di cui prima ed altri, quale ricetta fondamentale per re-futurizzare l’Italia del XXI secolo e proiettarla in nuovi scenari forti umanistici e postumanistici, netmoderni.

Parafrasando un recente stupendo libro di Autino, l’Italia è incinta… da troppo tempo: le doglie ancora dolorose, ma i Figli di Galileo pronti all’Eresia finale vincente… a innestare il virus della tecnoscienza nella biochimica degli scimpanzé al potere che inquinano il futuro venuto alla luce (nella cultura, la politica, la religione, l’informazione, l’università, l’arte stesse).

“Eppur si vola”

Roberto Guerra: scrittore e videopoeta. Ha pubblicato, tra l’altro, “Marinetti e il Duemila” (in AA.VV. “Divenire 3 Futurismo” a cura dell’AIT, 2009, Sestante Edizioni) e “Moana Lisa Cyberpunk” (Edizioni Diversa Sintonia, 2010). Ha partecipato a “The Scientist International Videoart Festival”a cura di Ferrara Video&Arte. Ha curato nel 2009 con Graziano Cecchini “Futurismo 100 live”, centenario del futurismo. Dal 2010 è coordinatore del Laboratorio di letteratura futurista per l’AIT.

Ultima settimana per iscriverti a TransVision 2010 con lo sconto iniziale

Questa è l’ ultima settimana per iscriverti a TransVision 2010 con lo sconto iniziale “Early Bird”. In data 1 Agosto i prezzi aumenteranno.

Nota anche che la sala  ha una capacità limitata di circa 230 posti, quindi sarebbe una buona idea iscriverti adesso per riservare il tuo posto.

TransVision 2010: Nuovi interventi

Nuovi interventi confermati per TransVision 2010: il Direttore di Humanity+Alex Lightman e gli italiani Roberto GuerraMarta RossiJacopo Tagliabuedi iLabs, e lo scrittore Francesco Verso, vincitore del Premio Urania Mondadori 2008. Il numero di relatori confermati sale a 24, e altri saranno annunciati fra pochi giorni.

TransVision 2010 è un evento transumanista globale, organizzato da varie organizzazioni e gruppi transumanisti coordinati dall’ Associazione Italiana Transumanisti (AIT) con la collaborazione di un gruppo di esperti. L’ evento avrà luogo il 22, 23 e 24 Ottobre 2010 a Milano, con varie possibilità di accesso remoto online.

Registrati adesso

per approfittare dei prezzi speciali Early Bird validi fino a fine luglio, posta segnalazioni a Twitter, i tuoi blog e siti web, e aggiungi il tuo nome alla pagina TransVision 2010 su Facebook.

TransVision 2010, 22-24 Ottobre a Milano

TransVision 2010 è un evento transumanista globale, organizzato da varie organizzazioni e gruppi transumanisti coordinati dall’ Associazione Italiana Transumanisti (AIT) con la collaborazione di un gruppo di esperti. L’ evento avrà luogo il 22, 23 e 24 Ottobre 2010 a Milano, con varie possibilità di accesso remoto online.

Mentre Transvision 2010 non è organizzato da o collegato a Humanity+ (precedentemente nota come WTA), responsabile della maggior parte dei precedenti eventi Transvision, ringraziamo la direzione di Humanity+ per aver permesso l’ uso del nome.

TransVision 2010 sarà un’ intenso, rapido e appassionante percorso nel pensiero transumanista contemporaneo , attività in corso, tecnologia e grandi visioni cosmiche, con oltre 40 interventi distribuiti su tre giorni.  Unisciti a  noi per esplorare le tendenze scientifiche, tecnologiche, culturali, artistiche e sociali che promettono di cambiare il nostro mondo al di là di ogni aspettativa e potrebbero risultare in una singolarità in solo poche decine di anni.

Il primo giorno sarà principalmente dedicato agli aspetti filosofici, culturali e sociali del transumanismo. Esploreremo anche nuove forme di espressione artistica e design ispirate dal pensiero transumanista.

Il secondo giorno sarà principalmente dedicato alla tecnologia: ci occuperemo di estensione della vita, biotecnologia e ingegneria genetica, crionica e preservazione cerebrale, emulazione cerebrale completa e “mind uploading”, biologia sintetica, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale, nanotecnologia, tecnologie convergenti e la singolarità tecnologica, e altre tecnologie transumaniste, alcune che stanno già emergendo dai laboratori di ricerca e sono quasi pronte per le applicazioni pratiche, ed altre che si trovano ancora in una fase di sviluppo concettuale.

Il terzo giorno sarà dedicato agli aspetti più visionari del pensiero transumanista: le meravigliose avventure cosmiche verso le quali stiamo per imbarcarci, lasciandoci indietro il nostro piccolo pianeta azzurro per partire verso le stelle ed oltre, insieme ai nostri discendenti spirituali (“mind children”) AI. Approfondiremo inoltre le conseguenze metafisiche, spirituali, e perfino religiose, delle visioni cosmiche transumaniste.

Il programma della conferenza è pieno di intervenenti di grande notorietà globale, ed altri meno conosciuti ma ugualmente eccellenti. Le sessioni mattutine sono riservate agli interventi sollecitati dagli organizzatori, mentre le sessioni pomeridiane sono aperte anche ad interventi proposti da altri partecipanti. La lingua ufficiale della conferenza è l’ Inglese. Ci saranno anche alcuni interventi in Italiano, per i quali sarà offerta una traduzione simultanea. Oltre agli interventi principali, la conferenza includerà tavole rotonde, dibattiti, riunioni parallele ed eventi di carattere sociale. Ti preghiamo di contattarci per ogni dubbio o domanda, registrarti adesso, aggiungere un link al tuo blog, Twitter, Facebook ecc., e ti incoraggiamo a farci una proposta per un tuo intervento.

Sito ufficiale di TransVision 2010

Evoluzione futura dei mondi virtuali

I mondi virtuali sono ambienti generati da computer (computer-generated environments), connessi in rete e persistenti, in cui le persone possono interagire, per lavoro o gioco, in modi comparabili a quelli del mondo reale. L’esempio oggi più popolare è World of Warcraft, un gioco online di massa (massively multiplayer online game) con 11 milioni di iscritti. Altri mondi virtuali, in particolare Second Life, non sono affatto giochi ma contesti di collaborazione internet-based, in cui le persone possono creare oggetti virtuali, architetture simulate e gruppi di lavoro.

Un nuovo libro a cura di di William Sims Bainbridge (IEET Senior Fellow), Online Worlds: Convergence of the Real and the Virtual, mette insieme un team internazionale di esperti per esaminare il fenomeno dei mondi virtuali: attraverso approcci teorici e metodologici diversi vengono analizzate le logiche che stanno rendendo i mondi virtuali sempre più popolari e che ne stanno facendo uno dei più importanti settori del human-centered computing.

Alcuni abstract dal capitolo a cui ho contribuito, in cui mi occupo della storia, delle tecnologie e degli attuali interessanti sviluppi nei mondi di Realtà Virtuale (Virtual Reality – VR):

[I mondi virtuali] possono già essere usati per tele-presenza e tele-collaborazione come opzioni molto migliori e molto più immersive delle teleconferenze o di altre forme tradizionali di collaborazione a distanza. Se la videoconferenza è ancora un passo indietro rispetto alla soglia critica della “sospensione dell’incredulità”, SecondLife è già un passo oltre. L’evoluzione della VR ci offrirà la prossima generazione di piattaforme per il lavoro a distanza. Ciò renderà effettivamente possibili e potenzierà le comunità globali. Quindi la sua importanza sociale e politica sarà enorme. L’evoluzione ulteriore della VR e di altre tecnologie emergenti produrrà scenari da fantascienza, dalla comunicazione telepatica istantanea al completo superamento dei vincoli biologici …

Vagando in un universo sintetico generato dai cambiamenti di valore dei bit nei circuiti dei computer, viaggiando tra i link, i residenti del metaverso possono vedersi e parlarsi l’un l’altro, andare a feste e incontri di lavoro, costruire i loro sogni virtuali ed esplorare i sogni degli altri utenti. Il mondo immaginato da Neal Stephenson (in Snow Crash – 1992) sta prendendo corpo ed è un buon esempio dell’importante ruolo che la grande letteratura di fantascienza ha nel dare forma alla realtà attuale …

Prima di essere adottate nel settore dei videogiochi, le tecnologie di VR sono state sviluppate e usate per la simulazione in campo militare e industriale. Si può dire che la maggior parte delle tecnologie dei moderni videogiochi sono state originate come spinoff di applicazioni militari e di progetti di simulazione per le industrie della costruzione, dell’energia o dei trasporti, per non parlare dello spazio. Oggi il trend sembra capovolto: i grandi balzi in avanti (breakthroughs) tecnologici si producono prima nell’industria dei videogiochi e poi arrivano alle applicazioni militari e industriali.

Non è sorprendente che giovani intelligenti siano attratti dell’industria del computer-gaming: per dirlo con le parole di Rudy Rucker: “L’accademia non ha ancora compreso che i computer-games rappresentano la convergenza e la fioritura dei progetti di frontiera più ambiziosi della vecchia computer-science del ventesimo secolo: intelligenza artificiale, realtà virtuale, vita artificiale.” Un noto esempio di moderna VR di livello consumer è il popolare mondo virtuale di Second Life (SL). Più che un computer game, Second Life può essere considerata una piattaforma in cui i “residenti” collaborano a costruire un mondo virtuale con gli strumenti offerti dal sistema …

Poi passo al futuro dei mondi virtuali e mi occupo di alcuni sviluppi in atto nel software, come la tecnologia P2P Open Croquet usata dal “metaverse browser” in arrivo Open Cobalt e l’ambiente di collaborazione virtuale e video-conferenza 3D orientato al business Teleplace, e di interfacce hardware:

C’è anche un trend verso interfacce utente sempre più sofisticate e immersive. Con grafiche molto migliorate e occhiali di VR in grado di simulare un campo visivo sferico profondo intorno all’utente, la realtà virtuale comincerà ad essere avvertita come molto più reale. C’è anche un trend emergente verso lo sviluppo di interfacce neurali, Brain to Computer Interfaces (BCI), in grado di leggere e scrivere informazioni direttamente da un cervello all’altro degli utenti.

Fantascienza? Wishful thinking transumanista? No, scienza già attualizzata: prototipi di dispositivi BCI sono già disponibili in campo medico, dove gli esempi più noti sono i breakthroughs di Cyberkinetics, la cui tecnologia usata in medicina in progetti pilota ha permesso a pazienti gravemente disabili di interagire col computer attraverso il pensiero. Adesso questa tecnologia si sta facendo strada nel mercato consumer e compagnie come Emotiv Systems e Neurosky stanno preparando il lancio del primo dispositivo di interfaccia neurale per computer-gaming …

È difficile predire gli sviluppi a breve termine in questo settore in rapidissimo cambiamento, ma penso che i trend siano chiari sul lungo periodo e l’esito è davvero sconvolgente. Stiamo cominciando a costruire dispositivi di interfacciamento immersivi in grado di connettere direttamente il cervello. Con quale esito finale? Ebbene:

Quindi saremo presto in grado di pensare la nostra vita nei mondi virtuali. Se un computer può leggere informazioni dal nostro cervello, non ci vorrà molto perché riesca anche a scriverci informazioni e a scriverle molto in fretta: interfacce neurali a-due-vie (two-way) che renderanno obsoleti gli schermi del pc e le cuffie, una Second Life che arriva direttamente nel cervello bypassando gli occhi, con l’attuale Instant Messaging sostituito da comunicazione telepatica diretta tra due menti. E quando i nostri ambienti virtuali conterranno intelligenze artificiali, forse più intelligenti di noi, saremo in grado di comunicare con loro alla velocità del pensiero.

Per il futuro a medio e lungo termine, probabilmente entro la prima metà del secolo, ci si attende che gli avanzamenti nelle neurotecnologie permetteranno di sviluppare interfacce dirette verso il cervello che possono bypassare i canali sensoriali per rendere gli ambienti di VR direttamente accessibili al cervello. Questo permetterà di creare ambienti di VR completamente immersivi con completa stimolazione sensoriale, indistinguibili dalla realtà fisica.

Chiamiamo le cose col loro nome: questi primi passi da infante verso l’interfacciamento neurale per consumer condurranno al Santo Graal transumanista, il mind uploading, il trasferimento della coscienza umana fuori del cervello su supporti a più alta performance, in cui saremo in grado di interagire e fonderci con i nostri successori artificiali (AI mind children, Moravec 1988).

Il libro può essere acquistato qui.

Giulio Prisco

.:: Proto transumani

Jerry Jalava falange anulare chiavetta Usb

Mai fare battute a un informatico: potrebbe prenderle sul serio. È nata così la storia di Jerry Jalava, programmatore finlandese che ha una chiavetta Usb al posto dell’ultima falange dell’anulare sinistro.

La falange originale è andata persa a causa di un incidente in moto e così uno dei dottori dell’ospedale in cui era ricoverato ha suggerito a Jerry, scherzando, di sostituire il pezzo mancante con una penna Usb: dopotutto, di mestiere il ragazzo è un informatico.

L’idea è piaciuta al programmatore che l’ha subito messa in pratica: ora alla mano sinistra ha una protesi amovibile in silicone che termina con un connettore Usb e nasconde una memoria flash da 2 Gbyte.

Jerry Jalava ha già in mente un’evoluzione: la prossima versione disporrà di un chip Rfid installato nel polpastrello, che potrà anche essere separato dal resto della protesi.

I più curiosi possono trovare su Flickr varie foto del “dito Usb”.

Evocazioni transumane

Dal Corriere.it, riportiamo il bell’articolo di Matteo Persivale riguardante alcune evocazioni avute dalla recente notizia dell’effettiva realizzazione di una cellula artificiale.

Ecco l’articolo:

Libri, film e tv: quando ci inquietavamo per «A come Andromeda»
Molti scrittori, registi e disegnatori hanno fissato lo sguardo sulla vita artificiale

MILANO — «Nulla si sa, tutto s’immagina», amava ripetere Federico Fellini, che di creare la vita in laboratorio (cioè il suo set) se ne intendeva. E per questo non stupisce che l’apologo più famoso sui pericoli dell’ingegneria genetica, Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1894-1963), sia stato scritto quando ancora il Dna non era stato scoperto — ventidue anni prima, per l’esattezza. Huxley nel 1931 immaginò l’industria della vita, fabbriche di embrioni e una società divisa rigidamente in caste. Lanciando nello stagno della letteratura idee che attraverso i decenni successivi — dopo che Watson e Crick spiegarono al mondo nel 1953 i misteri della doppia elica alla base della vita — hanno fatto scaturire libri, film, fumetti, musical, telefilm, perfino opere.
La cellula appena creata in laboratorio con Dna sintetico raggiunge faticosamente, dopo tanto tempo, tutti gli scrittori, i registi, i disegnatori, i compositori che hanno fissato lo sguardo sulla vita artificiale e in tutti questi anni hanno creato un intero genere. Una pubblicistica che va dal classico (il precursore, il nonno nobile H.G. Wells de L’isola del dottor Moreau con i suoi uomini-bestia e il veggente Philip K. Dick di Blade Runner recentemente ammesso nel salotto buono della letteratura statunitense con annessa pubblicazione nella Library of America) al colto (il recenteGenerosity di Richard Powers, su una ragazza portatrice del «gene della felicità» che diventa una star mediatica suo malgrado). Dai megasuccessi editoriali (vari titoli di Michael Crichton, il più celebre dei quali è Jurassic Park: i dinosauri riportati in vita tramite il loro Dna estratto da zanzare conservate nell’ambra) e transnazionali (la saga di Genoma del russo Sergey Lukyanenko).
Fino ai fumetti, agli sceneggiati tv di culto (l’italianissimo «A come Andromeda » del 1972 riscoperto dai ragazzi di Internet, e gli americani Dark Angel, con Jessica Alba dagli zigomi geneticamente modificati e Andromeda ispirato dal papà di Star Trek). La lezione di Huxley è alla base di un film del 1997 che dal Dna ha tratto anche il titolo, Gattaca (le iniziali delle basi azotate che formano il Dna sono G, A, T, C). Racconta di un mondo dove i figli dei ricchi nascono con il Dna «ripulito » da difetti e predisposizioni a malattie: tutti belli come Uma Thurman e Jude Law (e gli altri, imperfetti come noi, sono dei pariah ai quali toccano tutti i lavori manuali). E perfino il male assoluto fa capolino nei laboratori dell’ingegneria genetica dell’immaginazione, vedi I ragazzi venuti dal Brasile (romanzo di Ira Levin e poi film con Gregory Peck e Laurence Olivier) con il dottor Mengele che cerca di far rinascere Hitler.
La scienza del Dna è anche democratica, perché fatta su misura sia per gli artisti sia per gli astuti creatori di serie hollywoodiane di impatto globale (Matrix con Keanu Reeves messia in pelle nera che dall’ingegneria genetica fa il triplo salto mortale verso le realtà parallele, lezione capita al volo da Avatar e dal suo fresco successo da due miliardi di euro). La manipolazione genetica è stata messa perfino in musica: l’opera horror The Fly, «La mosca», ispirata al film anni ’50 con Vincent Price—e al remake diretto da David Cronenberg — nel quale il Dna di uno scienziato si mescola per errore con quello di un insetto raggiungendo livelli di alto grand guignol (e inevitabile pubblicità indiretta al Ddt). Insomma, proprio tutti i colori del «magnifico nuovo mondo» (citazione shakespeariana— La tempesta— piegata astutamente da Huxley alle esigenze di un futuro da incubo). Ma che venga visto come sorgente di vita e speranza — il misterioso feto del finale di 2001 Odissea nello spazio — o terrificante vaso di Pandora come quello immaginato da Huxley, la notizia di ieri è che vita artificiale — il futuro — è qui. E quelli tra noi che non riescono a non guardare l’ingrandimento di quella cellula come a un pianeta pieno di insidie possono difendersi, almeno, con le armi dell’ironia. Quella di uno scrittore morto poco più di anno fa, JG Ballard, l’autore di Crash, che con il suo sorriso gentile tranquillizzò un intervistatore allarmato dagli orizzonti nebulosi dell’ingegneria genetica: «Non ho obiezioni riguardo alla clonazione — disse quel grande —. Neanche nel caso degli esseri umani. Siamo tutti così inevitabilmente simili, in fondo».
Matteo Persivale