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Il grafene potrebbe essere tossico per gli esseri umani

Il grafene, il nanomateriale miracoloso spesso solo un atomo, potrebbe risultare tossico per gli esseri umani. E’ uno studio della Brown University (link) a provarlo, dimostrando che i timori di molti studiosi erano fondati. La notizia potrebbe essere un duro colpo, il grafene, infatti, era stato indicato come il miglior materiale utilizzabile per sostituire il silicio in numerosi componenti elettronici.

Le vittime del grafene potranno essere sia i consumatori che i produttori, le polveri sottilissime di questo materiale “bidimensionale” possono causare gravi danni ai tessuti biologici, infatti il nostro sistema respiratorio non sarebbe in grado di filtrarle.

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Cito qui Tom’s Hardware:

 

Secondo questa nuova ricerca (PDF) però i frammenti di grafene possono penetrare nelle cellule (non solo quelle umane) e comprometterne la funzionalità. Se questa possibilità era già nota in passato, la novità è che gli scienziati della Brown hanno preso in considerazione frammenti dai bordi frastagliati che, nelle simulazioni al computer, si erano rivelati meno pericolosi.

I ricercatori hanno sperimento gli effetti dei frammenti di grafene su tessuti umani (polmoni, pelle, cellule immunitarie), vedendo al microscopio come il materiale miracoloso penetrava nelle cellule, che ne inglobavano pezzi grandi anche dieci micrometri.

 

La notizia è come una doccia fredda per il mondo della tecnologia, si spera che ingegneri e scienziati trovino al più presto dei metodi per rendere il grafene più sicuro, e far sì che non diventi il “nuovo” amianto.

Carlo De Donno

Appello a favore degli OGM

Stavolta segnaliamo (finalmente!) un articolo a favore del progresso tecnologico apparso su Il Giornale. L’articolo parla della battaglia di Silvano Dalla Libera per utilizzare anche in Italia gli OGM, in passato osteggiati sia dalla sinistra (ministro Pecoraro Scanio) sia dalla destra (ministro Alemanno). E’ tutt’ora in atto un braccio di ferro, tra ricorsi alla magistratura e interventi del governo. Questo l’incipit dell’articolo:

“Un campo di battaglia. Silvano Dalla Libera, agricoltore di Vivaro (Pordenone), dopo tre anni di cause giudiziarie ha vinto al Consiglio di Stato e attende che entro 90 giorni il ministro delle Politiche agricole lo autorizzi a seminare mais geneticamente modificato. Luca Zaia, nemico giurato degli Ogm, ha annunciato che ricorrerà in tutte le sedi contro la sentenza. La Confagricoltura plaude alla decisione del Consiglio di Stato. La Coldiretti minaccia la raccolta di firme per un referendum qualora gli Ogm venissero ammessi. Cinquecento agricoltori abbandonano per protesta la confederazione fondata da Paolo Bonomi e s’iscrivono alla Futuragra di Dalla Libera. L’Espresso strepita in copertina: «Gli Ogm nascosti», e denuncia: «Consumatori senza difese». L’opinione pubblica continua a non capirci nulla. In questo bailamme, scende in campo l’unico che di campi se ne intende davvero, il professor Francesco Sala, biotecnologo vegetale. Con un giudizio più inappellabile di quello pronunciato dal Consiglio di Stato: «I prodotti tipici non sono mai stati tipici e il cibo naturale non è per nulla naturale. Fermare gli Ogm significa cancellare il made in Italy. È come se si costringesse la Fiat a costruire auto prive di tutto ciò che è stato inventato negli ultimi 30 anni, dall’Abs al navigatore satellitare. Gli anti Ogm questo stanno facendo: uccidono l’agricoltura italiana, che o sarà geneticamente modificata o non sarà. Lavorano – senza saperlo, mi auguro – proprio per le multinazionali che affermano di combattere, come la Monsanto, e anche per la lobby chimica che impesta l’ambiente di insetticidi, fungicidi, diserbanti, fertilizzanti. Stanno ripetendo l’errore compiuto nel 1948, quando gli avversari dell’innovazione andavano nel Bresciano a bruciare le coltivazioni dei loro colleghi che avevano messo a dimora il mais ibrido F1, lo stesso con cui oggi si prepara l’ottima polenta che piace tanto al ministro Zaia».”

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