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Si terra’ a Milano, nel penultimo weekend di ottobre, il congresso mondiale dei transumanisti: TransVision 2010

Si terra’ a Milano, nel penultimo weekend di ottobre, il congresso mondiale dei transumanisti: TransVision 2010.

Sarà un intenso, rapido e appassionante percorso nel pensiero transumanista contemporaneo, le tecnologie in via di sviluppo, e quelle più visionarie basate su conquiste scientifiche ancora lontane. La conferenza, che avrà luogo da venerdì 22 a domenica 24 di Ottobre alla Sala Carmagnola dell’ Hotel dei Cavalieri a Milano, esplorerà le tendenze scientifiche, tecnologiche, culturali, artistiche e sociali che promettono di cambiare il nostro mondo al di là di ogni aspettativa e potrebbero risultare in una “Singolarità” in solo poche decine di anni.

La precedente edizione si è tenuta negli Stati Uniti d’America, con la partecipazione del futurologo milionario Ray Kurzweil e di William Shatner, il celebre capitano Kirk della serie Star Trek. Si annunciano nomi importanti anche per questa edizione italiana della kermesse.

Uno dei principali relatori sarà Aubrey de Grey, il profeta del prolungamento radicale della vita, noto per aver affermato che “la prima persona che vivrà più di mille anni è già nata”. Sembrerebbe una provocazione difficile da prendere sul serio se de Grey, direttore del progetto SENS a Cambridge, non avesse un’ impressionante serie di sviluppi teorici e risultati sperimentali su animali da laboratorio da esibire a sostegno delle sue idee rivoluzionarie.

Non si tratterà di un raduno di soli scienziati e ricercatori, ma anche di filosofi come gli italiani Riccardo Campa e Roberto Marchesini, autori di numerosi saggi sul transumanesimo e il postumano, nonche’ l’inglese trapiantato negli Stati Uniti Max More, Direttore dell’ associazione transumanista globale Humanity+ e riconosciuto come uno dei padri fondatori del transumanismo contemporaneo. Prevista anche la partecipazione di artisti: Graziano Cecchini, noto per aver dipinto di rosso futurista la fontana di Trevi, sarà affiancato da una coppia di artisti olandesi con una scultura dinamica intesa a celebrare il nostro futuro nello spazio. Quest’ opera è stata voluta dalla geniale Martine Rothblatt, transessuale, miliardaria grazie alle sue scoperte scientifiche nei settori dello spazio e della medicina di frontiera e proprietaria di un’importante casa farmaceutica.

Rothblatt sarà fra i numerosi relatori che parleranno di una delle prospettive più affascinanti: l’ immortalità. Non solo grazie al prolungamento della vita biologica sviluppato dal progetto SENS di Aubrey de Grey, ma anche grazie al lavoro d’avanguardia della “nouvelle vague” di ricercatori che si occupano di immortalità cibernetica: il trasferimento del contenuto della mente umana a computer avanzatissimi, il cosidetto “Mind Uploading” che potrebbe offrire una vera e propria imortalità post-biologica alla generazione dei nostri nipoti. E ci sono quelli che si spingono ancora più oltre e ipotizzano la realizzazione, attraverso la scienza e la tecnologia, di tutte le promesse delle religioni. Nell’ultima giornata della conferenza, si parlerà anche di nuove religioni transumaniste basate sulla scienza.

Come è naturale per una conferenza dedicata a tecnologie tanto avanzate, TransVision 2010 sarà aperta anche a coloro che non possono essere presenti fisicamente grazie all’uso delle più avanzate tecnologie di realtà virtuale.

Sito web: http://transvision.cc/

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TransVision 2010, 22-24 Ottobre a Milano

TransVision 2010 è un evento transumanista globale, organizzato da varie organizzazioni e gruppi transumanisti coordinati dall’ Associazione Italiana Transumanisti (AIT) con la collaborazione di un gruppo di esperti. L’ evento avrà luogo il 22, 23 e 24 Ottobre 2010 a Milano, con varie possibilità di accesso remoto online.

Mentre Transvision 2010 non è organizzato da o collegato a Humanity+ (precedentemente nota come WTA), responsabile della maggior parte dei precedenti eventi Transvision, ringraziamo la direzione di Humanity+ per aver permesso l’ uso del nome.

TransVision 2010 sarà un’ intenso, rapido e appassionante percorso nel pensiero transumanista contemporaneo , attività in corso, tecnologia e grandi visioni cosmiche, con oltre 40 interventi distribuiti su tre giorni.  Unisciti a  noi per esplorare le tendenze scientifiche, tecnologiche, culturali, artistiche e sociali che promettono di cambiare il nostro mondo al di là di ogni aspettativa e potrebbero risultare in una singolarità in solo poche decine di anni.

Il primo giorno sarà principalmente dedicato agli aspetti filosofici, culturali e sociali del transumanismo. Esploreremo anche nuove forme di espressione artistica e design ispirate dal pensiero transumanista.

Il secondo giorno sarà principalmente dedicato alla tecnologia: ci occuperemo di estensione della vita, biotecnologia e ingegneria genetica, crionica e preservazione cerebrale, emulazione cerebrale completa e “mind uploading”, biologia sintetica, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale, nanotecnologia, tecnologie convergenti e la singolarità tecnologica, e altre tecnologie transumaniste, alcune che stanno già emergendo dai laboratori di ricerca e sono quasi pronte per le applicazioni pratiche, ed altre che si trovano ancora in una fase di sviluppo concettuale.

Il terzo giorno sarà dedicato agli aspetti più visionari del pensiero transumanista: le meravigliose avventure cosmiche verso le quali stiamo per imbarcarci, lasciandoci indietro il nostro piccolo pianeta azzurro per partire verso le stelle ed oltre, insieme ai nostri discendenti spirituali (“mind children”) AI. Approfondiremo inoltre le conseguenze metafisiche, spirituali, e perfino religiose, delle visioni cosmiche transumaniste.

Il programma della conferenza è pieno di intervenenti di grande notorietà globale, ed altri meno conosciuti ma ugualmente eccellenti. Le sessioni mattutine sono riservate agli interventi sollecitati dagli organizzatori, mentre le sessioni pomeridiane sono aperte anche ad interventi proposti da altri partecipanti. La lingua ufficiale della conferenza è l’ Inglese. Ci saranno anche alcuni interventi in Italiano, per i quali sarà offerta una traduzione simultanea. Oltre agli interventi principali, la conferenza includerà tavole rotonde, dibattiti, riunioni parallele ed eventi di carattere sociale. Ti preghiamo di contattarci per ogni dubbio o domanda, registrarti adesso, aggiungere un link al tuo blog, Twitter, Facebook ecc., e ti incoraggiamo a farci una proposta per un tuo intervento.

Sito ufficiale di TransVision 2010

Umanesimo Scientifico: intervista a Giulio Prisco

Umanesimo Scientifico: intervista a Giulio Prisco, di Roberto Guerra, in Controcultura.

Da Julian Huxley a Bertrand Russell a Norbert Wiener a Jacques Monod, Karl Popper, Marvin Minsky (e i più grandi scienziati del Novecento/Duemila): la scienza come filosofia e viceversa è il linguaggio più radicale e rivoluzionario, energia nucleare e solare dell’evoluzione concreta della specie umana. All’ alba dei tempi postumani, quando la scienza non è più soltanto mera tecnologia e-o Intelligenza, ma ormai lo stomaco e il cuore dell’Uomo contemporaneo, contro certo neo-oscurantismo la parola scientifica, nelle sue frontiere più avanzate, appare ancora più potente e radicale, rispetto alla crisi non solo dell’economia in fase di riformatizzazione postinformatica e postecologica, ma anche dell’arte alla ricerca di nuovi paradigmi del XXI secolo. Di seguito questa significativa intervista al Dottor Giulio Prisco, fisico e informatico, di fama internazionale, tra i leaders del cosiddetto movimento transumanista contemporaneo, la futurologia scientifica del nostro tempo.

D- Il transumanesimo come umanesimo scientifico?

R-(GIULIO PRISCO)Umanesimo, nel senso che le persone sono più importanti delle idee astratte. Se qualcosa può migliorare la vita di qualcuno senza peggiorare la vita di altri, allora è qualcosa di buono, e non ci sono obiezioni filosofiche o “etiche” (non ho mai capito che significa questa parola) che tengano. Scientifico, perchè i transumanisti si occupano principalmente della possibilità migliorare la vita attraverso la tecnologia avanzata. Gli occhiali sono una tecnologia transumanista, che ha migliorato la vita di miliardi di persone permettendo loro di continuare ad avere decine di anni di vita interessante e produttiva anche dopo la riduzione della vista “naturale”. Come? Che a Dio non fa piacere? Ha detto che dobbiamo accettare i nostri limiti con umiltà e reverenza, senza cercare di eliminarli? Risposta a Dio: tu pensa alla tua, di vista, che alla nostra ci pensiamo noi.”

Varie tecnologie emergenti permetteranno di cambiare le regole del gioco della vita in modo molto (ma proprio molto) più radicale. Si tratta sempre dello stesso concetto degli occhiali — usare la tecnologia per migliorare la vita — ma con le tecnologie di oggi e di domani: prolungamento della vita, ingegneria genetica, interfacce dirette cervello-computer, impianti cerebrali: fra una ventina d’ anni molti avranno il cellulare impiantato direttamente nel cervello e integrato con i neuroni da una parte e con la rete globale dall’altra, una fusione fra carbonio e silicio che permetterà, fra le altre cose, la comunicazione telepatica istantanea. Più tardi, sarà possibile trasferire l’ intera personalità umana al di fuori del cervello biologico (mind uploading), permettendo a una persona di vivere per un tempo indefinito in un corpo robotico o virtuale.

Questa non è la fantascienza del quarto millennio, ma la tecnologia della seconda metà di questo secolo. Stiamo per assumere il controllo della nostra evoluzione, passando dauna fase puramente Darwiniana e una nuova fase principalmente autodiretta e post-biologica. Finora siamo stati prigionieri dei nostri corpi biologici, ma in futuro voleremo fra le stelle in corpi robotici o come intelligenze pure. E sono convinto che i nostri discendenti avranno vite più piene, interessanti e felici.”

D- L’AIT e HUMANITY +, oggi
R-(GIULIO PRISCO) “Humanity+… che cosa è? Seriamente, ho fatto parte del consiglio direttivo della World Transhumanist Association (ex WTA, ora Humanity+) dagli inizi, essendone anche Direttore Esecutivo nel 2006 e 2007. Mi sono dimesso da tutte le cariche esecutive e direttive, e infine anche dalla stessa organizzazione, in segno di protesta contro le spinte verso il disfattismo, il perbenismo e la correttezza politica. Io sono per il transumanesimo originale, autentico, futurista, avventuroso, rivoluzionario, radicale e politicamente scorretto. Purtroppo molti ex-transumanisti, pur continuando ipocritamente a definirsi come tali, sembrano intenzionati ad abbandonare il vero spirito transumanista per sostituirlo con una versione annacquata, moderata, rinunciataria e, fatalmente, noiosa. Sembrano principalmente interessati ad apparire come “bravi ragazzi” agli occhi delle gerarchie accademiche mainstream. Questo atteggiamento è, naturalmente, perdente, ed è facile vedere come Humanity+ stia rapidamente scivolando verso l’ irrilevanza.

Faccio però i miei migliori auguri all’ amico Ben Goertzel, l’ attuale Direttore e un vero spirito transumanista, e spero che riesca ad invertire la tendenza. A me, il transumanismo moderato interessa poco. Voglio spingere il piede sull’ acceleratore verso l’ immortalità, il mind uploading e la conquista delle stelle come entità post-umane, post-biologiche e potenzialmente immortali. Mi rendo perfettamente conto che, con ogni probabilità, la mia generazione non potrà arrivarci — come dico sopra, vedo il mind-uploading nella seconda metà del secolo. Ma il sapere che io non ci sarò non mi impedisce di rallegrarmi per le generazioni (quella dei nostri nipoti, e forse anche quella dei nostri figli) che ci saranno. La nostra specie sta per imbarcarsi in una meravigliosa avventura cosmica verso le stelle, e vivo queste visioni del futuro con un’ intensità quasi religiosa. A proposito di religione, sono convinto che il transumanesimo, nella sua interpretazione più futurista e radicale, possa offrire una valida alternativa alla religione, e seguo con estremo interesse varie iniziative volte a creare vere e proprie “religioni transumaniste”. Di queste tendenze verso una nuova “spiritualità transumanista” sono uno dei principali esponenti, e naturalmente i miei scritti vengono attaccati da tutte le parti, da destra, da sinistra, da altre dimensioni politicamente ortogonali, dai transumanisti ultra-razionalisti e dai religiosi ultra-bigotti. ”

L’ AIT è fra le organizzazioni transumaniste più attive del mondo intero. Naturalmente ci sono differenze di opinione anche all’ interno dell’ AIT, come in tutte le organizzazioni vive, ma queste non hanno impedito di portare avanti varie attività che hanno reso l’ AIT sempre più nota a livello non solo nazionale, ma anche internazionale. A novembre scorso abbiamo organizzato a Milano il primo workshop dei transumanisti europei, e abbiamo in programma altre iniziative interessanti. Vorrei invitare le lettrici e i lettori interessati, o semplicemente curiosi, ad iscriversi all’ associazione, che ha una forte presenza online centrata sul sito http://www.transumanisti.it.”

D- La fantascienza come transumanesimo letterario o cinematografico?
R-(GIULIO PRISCO) ” Purtroppo solo letterario, per il momento. Ci sono moltissimi romanzi di fantascienza eccezionali, ma dopo aver visto 2001 nel 1968 non ricordo di aver visto nessun film di fantascienza davvero “grande”.Quello che ci si avvicina di più è “Abre los Ojos” di Amenabar, con Penelope Cruz e Eduardo Noriega, che è stato poi rifatto in inglese come “Vanilla Sky”, con Tom Cruise e la stessa Penelope Cruz. Di Matrix mi sono piaciuti solo i premi 20 minuti del primo, il resto è noiosissimo. Ho paura che a Hollywood continuino a credere che noi consumatori siamo molto più cretini di quello che siamo, e a rovinare bei libri facendone film mediocri per adattarli al grande pubblico. Degli autori classici, i miei preferiti sono Sir Arthur C. Clarke e Olaf Stapledon (mi piace molto anche Lovecraft, ma non sempre si può considerare fantascienza). Dei moderni, Greg Bear, Gregory Benford,Stephen Baxter, Richard Morgan, Alastair Reynolds, Rudy Rucker,Charlie Stross e Greg Egan. Quest’ ultimo è l’ autore transumanista per eccellenza, e ne raccomando la lettura a tutti quelli che vogliono esplorare futuri transumanisti con la guida di personaggi credibili, ai quali è facile affezionarsi. Questo è molto importante per creare empatia verso futuri possibili che sono spesso descritti in modo troppo asettico per fare presa sulle emozioni.

Dai libri di tutti questi autori sarebbe possibile trarre bellissimi film, e continuo a sperare che qualcuno lo faccia. Qualche mese fa ho partecipato, a Woodstock, alla prima del film 2B, prodotto dal genio transessuale e transumanista Martine Rothblatt, che è stato un primo passo verso il cinema di fantascienza maturo ad orientazione transumanista. Non parlerei soltanto di fantascienza come transumanesimo letterario o cinematografico, ma anche di fantascienza come strumento di progettazione della realtà scientifica e sociale e delle future società post-umane. La realtà imita l’ Arte, cercando sempre di correre dietro alle visioni di questa. Sono stati gli scrittori di fantascienza, e non i filosofi e i saggisti, a incendiare l’immaginazione di tanti giovani che poi sono diventati gli scienziati, ingegneri, e manager che hanno trasformato la nostra realtà quotidiana. Gli artisti sono gli architetti del domani, le loro opere sono i piani di progetto, e tutti noi siamo gli ingegneri, i costruttori, i manovali e i muratori a cui spetta il compito di tradurre l’ immaginazione in realtà.

D- La scienza come nuova politica militante? E’ possibile?
R-(GIULIO PRISCO) ” Forse no. La scienza è uno strumento, ma la politica è qualcosa di più fondamentale: la politica è l’ arte di vivere con altri senza spararsi addosso a vicenda in una società che, in qualche modo, permette a tutti di vivere in modo decente. La scienza e la tecnologia porteranno, nei prossimi decenni, a tranformazioni radicali del nostro quotidiano, estensione della vita, sistemi di produzione basati sulla nanotecnologia, intelligenza artificiale, mind uploading e forse a una vera e propria Singolarità. Ma questo non eliminerà i conflitti di interesse e le lotte per l’ accesso alle risorse che sono considerate scarse in un luogo e momento dati. In alcune parti del mondo, la gente si ammazza per l’ acqua. Qui nel mondo occidentale l’ acqua ce l’abbiamo tutti, ma continuiamo ad ammazzarci per altre cose. Il potere. Ci saranno sempre conflitti e lotte per l’ accesso al potere, e la politica è l’ arte di gestire questi conflitti. D’ altra parte, una visione del mondo scientifica può certamente portare un pò più di razionalità nel mondo spesso caotico della politica. Parlerei quindi non di scienza come politica, ma cultura scientificacome antidoto all’ irrazionalità troppo spesso presente nella politica.

D- La società aperta di Popper: utopia o possibilità postdemocratica?
R-(GIULIO PRISCO) ” Se la società aperta di Popper è un’ utopia, è una bella utopia che dobbiamo cercare di realizzare. Chi ha detto che le utopie sono irrealizzabili? Sulla democrazia, mi riconosco in due affermazioni che stanno diventando luoghi comuni, ma che non per questo sono meno vere. La democrazia è la peggiore di tutte le forme di governo… tranne tutte le altre. E anche, la democrazia sono due lupi e un agnello che decidono, con un voto di maggioranza, cosa mangiare per cena. Come Winston Churchill, non vedo in questo momento alternative credibili alla democrazia. Ma penso anche che la democrazia abbia una forte tendenza a diventare una dittatura della maggioranza che spesso, adducendo motivi “etici” o “morali” privi di qualsiasi fondamento pratico, opprime le minoranze per il solo gusto di opprimerle.

È la pratica a dimostrare che una società non funziona senza regole e leggi, ed è giusto che queste regole e leggi siano decise, in un certo modo e in una certa misura, dalla maggioranza. Le limitazioni dell’autonomia personale sono accettabili — ma niente di più. Vanno considerate come un male necessario, e sono accettabili soltanto se, quando e nella misura in cui l’ esercizio dell’ autonomia individuale da parte di alcuni può impedire ad altri di esercitare lo stesso diritto. Questo lo stiamo dicendo da secoli, ma non siamo ancora riusciti a metterlo in pratica a livello politico. Una società aperta deve essere basata su un sano principio di vivi e lascia vivere e non dimenticare mai che, se non ci sono vittime, non ci sono crimini. Quindi, cerchiamo di basare la società e l’ economia su regole sempre più giuste, ma lasciamo in pace i cittadini nella sfera privata. “

D- L’ecologia è un mito oscurantista?
R-(GIULIO PRISCO) ” L’ ecologia in sè certamente no, ma molte esagerazioni fatte in nome dell’ ecologia certamente si. Tornando all’ umanesimo, penso che noi esseri umani, e gli esseri post-umani che diventeremo, siamo molto più importanti del concetto astratto di “natura”. Io mi considero, e scusatemi la mancanza di correttezza politica, più importante di un verme. Se, come pensano i fautori dell’ ecologia profonda, il naturale è bello e l’ artificiale è brutto, allora avere il cancro è bello e curarlo è brutto. Il transumanesimo radicale è profondamente ecologico: prima o poi vivremo nello spazio e in mondi virtuali, e lasceremo la terra ai fiori e alle balene: cosa ci può essere di più ecologico di questo? Per arrivarci, dobbiamo però sviluppare le tecnologie che ci permetteranno di passare a una fase post-umana e post-biologica della nostra esistenza. Quindi è necessario spingere il piede non sul freno,ma sull’ acceleratore dello sviluppo tecnologico.

Naturalmente, finchè restiamo qui è necessario prenderci cura dell’ ambiente affinchè questo possa continuare a sostenere la nostra vita, ed in questo senso appoggio varie politiche e iniziative ecologiche… ma senza dimenticare che siamo più importanti dei vermi. “

D-Giulio Prisco postintellettuale….
R-(GIULIO PRISCO) “Dio mio, postintellettuale, che significherà mai? Certamente mi riconosco in varie definizioni di post-qualcosa. Come transumanista, passo molto tempo a pensare a una nuova fase post-umana e post-biologica dell’ avventura cosmica della nostra specie. E non posso non considerarmi post-moderno nel senso di non credere a nessun tipo di Verità assoluta con la V maiuscola. Penso invece che le verità”morali”, metafisiche, religiose, e perfino in una certa misura le verità scientifiche, non siano altro che verità locali con la v minuscola, prodotti culturali di una data società in un dato momento della sua storia. In questo senso, si che mi considero post-moderno, ma non insisto troppo su questa definizione. Non nascondo che la maggior parte delle cose che mi interessano di più sono cose “intellettuali”.

L’ analisi scientifica e culturale e le visioni cosmiche del transumanismo fortemi interessano certamente molto di più degli ultimi pettegolezzi e del prossimo derby Inter-Milan. Ma sono convinto che le cose veramente importanti si possono anche dire nel linguaggio di tutti i giorni senza troppi paroloni polverosi — se qualcosa sembra priva di significato, spesso è veramente priva di significato. Invece, molti “intellettuali” sparano una logorrea di paroloni sperando che nessuno si accorga della totale assenza di contenuti. Scusa, mi sto contraddicendo: logorrea significa diarrea di parole, e avrei dovuto scrivere questo. La gente è molto, ma molto più intelligente di quanto vorrebbero credere e far credere gli intellettualucci del (lasciamo perdere), ed è perfettamente capace di capire ed intervenire su concetti complessi se ci si prende il disturbo di formularli in modo chiaro e accessibile.Voglio che la cultura scenda dalle torri d’ avorio e venga a parlare con noi nella strada, ed è in questo senso che posso considerarmi post-intellettuale.”

Il vero spirito transumanista

Ciao a tutti. Come primo contributo a questo blog, vi offro questa fotografia autenticamente transumanista.

Ho scattato la foto a Caracas, Venezuela, in occasione di Transvision 2005. La frase, di “El LibertadorSimon Bolivar, significa: “Se la natura si oppone, lotteremo contro di lei e faremo in modo che ci ubbidisca“. Vorrei proporre questa bellissima frase come risposta alle interpretazioni moderate, caute, timide, disfattiste e noiose del transumanismo che sono diventate di moda in certi circoli “politicamente corretti“. Il vero spirito transumanista è racchiuso in questa frase del Libertador.

Nella foto, l’ amico James Hughes.

In difesa del transumanesimo

Francis Fukuyama, membro del Comitato di bioetica della Presidenza Usa, ha definito il transumanesimo l’idea più pericolosa del mondo. Poiché dietro le idee ci sono persone, dietro i pensieri soggetti pensanti, dietro le azioni soggetti agenti, se ne deduce che gli intellettuali e i cittadini che sposano il transumanesimo – i transumanisti – sono considerati da questo filosofo il pericolo pubblico numero uno al mondo. Per Fukuyama, i pericoli di questo mondo non sono il fondamentalismo religioso, la rinascita dei nazionalismi, le azioni unilaterali della superpotenza americana, l’asse del male Iran-Siria-Nord Corea, le guerre in Medio Oriente, l’imponente crescita economica della Cina, il fenomeno terroristico, l’effetto serra, l’inquinamento, la povertà e l’ignoranza – per dire gli spauracchi cui fanno costante riferimento altri noti opinionisti. No, il vero pericolo è, in ultima istanza, il progresso tecnologico previsto dai futurologi, promosso dai filosofi e realizzato dagli scienziati di orientamento transumanista. Se non altro, con questo anatema, Fukuyama ha mostrato di essere un pensatore originale.Capita però che io sia fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti, nonché uno dei leader mondiali del movimento transumanista. E che non mi senta affatto pericoloso – se non per quegli esseri umani che rimpiangono i modelli di esistenza dei loro antenati cavernicoli. Per loro, io potrei certamente rappresentare un problema, ma non meno di quanto loro rappresentino un problema per me. È doveroso aggiungere anche questa considerazione. Siamo su questo mondo con idee diverse, sogni diversi, piani diversi, e non tutti possiamo avere ciò che vogliamo.
Ho perciò avvertito come un dovere, prima ancora che come un diritto, replicare in modo circostanziato all’attacco del filosofo nippo-americano. Con questo breve saggio prendo pubblicamente le difese delle idee transumaniste e delle persone che le fanno proprie.

L’articolo “Transhumanism” di Fukuyama è apparso prima in inglese su Foreign Policy, nel numero tematico The World’s most dangerous ideas (settembre-ottobre 2004), quindi è stato ripubblicato in italiano sulle colonne del Corriere della Sera, il 10 febbraio 2005, con un titolo tanto tragico quanto malinconico: “Biotecnologie, la fine dell’uomo”. Nulla di nuovo, sul piano dei concetti. Il pensiero di Fukuyama su questo tema era noto da tempo, perlomeno dalla pubblicazione del libro L’uomo oltre l’uomo (2002). Ora, però, il profeta mancato della fine della storia ha dato un nome alla sorgente del pericolo. Il pericolo siamo noi transumanisti. Ci ha accusati, senza troppi giri di parole, di essere lo spettro di una società illiberale.

Iniziamo allora dalle presentazioni. Chi siamo? Da dove veniamo? Noi ci consideriamo gli alfieri della tecnoscienza. Abbiamo una struttura mondiale, migliaia di associati, elezioni interne, incontri periodici, sezioni in quasi tutte le nazioni. Siamo giovani intellettuali: esperti di robotica, informatica, ingegneria genetica, filosofi e sociologi. Siamo bizzarri per qualcuno, inquietanti per altri. Fukuyama ci prende maledettamente sul serio.
Il nostro movimento nasce dalla fusione a livello mondiale di una galassia di gruppuscoli, sigle e circoli di futuristi, tecnofili, tecnognostici, prometeici e altro ancora. Va chiarito che esistono diverse organizzazioni transumaniste. La peculiarità della nostra – la World Transhumanist Association (Wta) – è che ambisce ad essere una sorta di organizzazione ombrello, un punto di riferimento per tutte quelle esistenti. La Wta è stata fondata nel ‘98, negli Stati Uniti, ha sede nel Connecticut, ed è presente in cento Paesi. La sezione italiana esiste dal 2004. Alla guida del movimento ci sono filosofi come Nick Bostrom e Max More, sociologi come James Hughes e ingegneri come Jose Cordeiro. Tra i leader italiani, oltre al sottoscritto, ci sono Giuseppe Lucchini, Giulio Prisco e Fabio Albertario.
È difficile riassumere, in poche parole, l’ideologia del movimento transumanista, proprio perché si tratta di un movimento composito. Io lo caratterizzerei, innanzitutto, come una reazione all’ingenua idea del «ritorno alla natura», che da circa trent’anni imperversa in Europa e in Nord America.
Noi rifiutiamo l’ipocrisia antiscientifica che si sta diffondendo in Occidente. Viviamo di tecnologia, tanto che se regredissimo solo di pochi decenni, milioni di persone non sopravviverebbero. Esistiamo grazie all’industria, alla chimica, alla meccanica. Eppure domina un ingenuo pensiero unico: ciò che è naturale è buono, ciò che è artificiale è cattivo o, nella migliore delle ipotesi, un male necessario. Noi invece accettiamo la cultura della razionalità scientifica e tecnologica. Che è la vera radice dell’Occidente.

Naturalmente, non neghiamo che la tecnologia porti con sé insidie. Basta pensare all’effetto serra, alle armi atomiche, alle droghe sintetiche, ai dubbi etici intorno alle biotecnologie. Tuttavia, non possiamo nemmeno essere troppo ingenui quando passiamo dalla ricostruzione dei fatti alla loro valutazione. Intanto, non c’è una sola morale. È forse etico fare morire o soffrire un ammalato che potrebbe essere curato con l’ingegneria genetica? Noi sposiamo un’etica eudemonistica che tende alla massimizzazione della felicità. Sappiamo perfettamente che la tecnologia non è sempre figlia, talvolta è figliastra. Ma allo stesso modo la natura non è sempre madre, spesso è matrigna. Spesso si dimentica che non è natura solo un prato in fiore o un uccellino che cinguetta. Natura è anche malattia, invecchiamento, morte. I transumanisti si impegnano per contrastare questi aspetti della natura. La medicina rigenerativa e gli innesti cibernetici sono solo l’ultima frontiera di una battaglia che l’uomo combatte da sempre contro la condizione umana. Già Ruggero Bacone, nel Medioevo, sosteneva che i due scopi della scienza sono trovare la verità sul mondo e sconfiggere invecchiamento e morte.
Perché Fukuyama ci attacca? Ci attacca perché ci prende sul serio. Sa che il nostro programma non è al di là della portata della scienza. Sistematicamente, la realtà supera la fantasia. Nel 1935 Whitehead sostenne che il progresso era talmente rapido che sarebbero bastati diecimila anni per sbarcare sulla Luna. Fu considerato un illuso. Soltanto tre decenni più tardi, un uomo posava il piede sul suolo lunare. All’inizio del progetto Genoma, si diceva che sarebbero serviti diecimila anni per portare a termine la mappatura. Pochi decenni più tardi il lavoro era completato. Gli scrittori di fantascienza degli anni Dieci prevedevano nel Duemila aeromacchine in grado di volare alla stratosferica velocità di 150 chilometri l’ora! Già negli anni Quaranta, le V2 tedesche andavano a 5000 chilometri l’ora. E potrei continuare. Se erano ingenui loro, sono ingenui anche quelli che sostengono oggi l’impossibilità del progetto transumanista. Tra vent’anni questo mondo sarà irriconoscibile. Ma non perché ci siamo noi. Il mondo va in quella direzione perché è lo sviluppo economico che tutti vogliono a portare verso la postumanità.

Fukuyama afferma che il nostro progetto è illiberale, ma questa critica è semplicemente assurda. Noi siamo sinceramente libertari. Migliorare il proprio organismo resta una scelta individuale. Nessuno sarà obbligato a vivere più a lungo o a innestare microchip sottopelle. Illiberale è chi vuole negare all’individuo questa possibilità, ostacolando la ricerca. Ma non può vincere. Se i bioluddisti (i nemici delle biotecnologie) vinceranno in Occidente, saranno i cinesi, gli indiani, i brasiliani a guidare il mondo. L’immagine di un Nord ricco e sfruttatore contrapposto a un Sud povero e sfruttato è un concetto superato. Qualcuno non si è ancora accorto che le tre nazioni che ho citato, quasi metà della popolazione mondiale, stanno diventando potenze tecnologico-industriali. Chi si ferma è perduto e noi rischiamo di perderci, con i nostri dubbi e sensi di colpa immotivati. Ma non credo che saremo tanto stolti.
Non ho molti dubbi in proposito. Anche noi saremo cyborg e postumani, perché il postumano è il naturale sbocco della cultura occidentale. Fukuyama non vuole ammettere che lui, da buon liberale, ha inconsciamente favorito questo progetto. Libera iniziativa e democrazia portano in sé i germi del progresso. Ted Kaczynski, l’Unabomber, il bioluddista per eccellenza, nel suo manifesto fa una critica serrata della sinistra progressista americana. Liquida invece i conservatori con una sola frase: sono stupidi, perché difendono insieme la crescita economica e i valori cristiani, ma è ovvio che il progresso tecnico distrugge la tradizione. Credo che Fukuyama, che pure non è uno stupido, sia caduto vittima di questa contraddizione. Ha lavorato una vita per un mondo che ora non vuole accettare.

Il filosofo nippo-americano sostiene poi che miniamo il concetto di uguaglianza. Intanto, stupisce il fatto che un pensatore che combatte da sempre il socialismo, ora insista tanto sul concetto di uguaglianza. Nelle democrazie occidentali esiste solo un’uguaglianza formale e non sostanziale. E nessun transumanista ha mai messo in dubbio l’uguaglianza formale. L’uguaglianza sostanziale non è mai esistita. La lotteria genetica fa nascere intelligenti e stupidi, belli e brutti, sani e malati, forti e deboli, vivi e morti. Semmai, noi forniamo un supporto scientifico per creare pari opportunità.
Tuttavia, mi preme sottolineare che il movimento transumanista non ha una precisa connotazione politica. La nostra associazione è apolitica, perché nessuna delle forze tradizionali rispecchia pienamente la nostra ideologia. I membri hanno però preferenze: ci sono radicali, liberali, socialdemocratici. I confini della politica dovranno prima o poi ridisegnarsi su nuovi assetti. In Italia, per esempio, le due attuali coalizioni di centrodestra e centrosinistra sono alleanze innaturali, dal nostro punto di vista. Sugli Ogm, per esempio, c’è un fronte contrario composto da An, Verdi, Rifondazione Comunista e parte del mondo cattolico, e un fronte favorevole che unisce Forza Italia e i Democratici di sinistra.
Alle critiche siamo comunque abituati. Quando un progetto è rivoluzionario, non si può certo aspettarsi che la sua ricezione sia tutto rose e fiori. Se Fukuyama ci attacca equivocamente in nome della libertà e dell’uguaglianza, i bioetici cattolici ci attaccano in nome della vita. Ma anche questa è una mistificazione. È portatore di una cultura di morte chi si oppone al miglioramento dell’organismo vivente e non chi vuole prolungarne indefinitivamente la vita. Per capire basta il buon senso. È chiaro che la Terra ha una data di scadenza e solo il progresso tecnico può salvare la vita. Se vincerà il bioluddismo, l’umanità sarà prigioniera dei propri limiti e quindi destinata a finire.

Per concludere, Fukuyama dice che non accettiamo la natura umana, perché ci manca l’umiltà. Noi vediamo la situazione in modo diametralmente opposto. Innanzitutto la premessa è sbagliata. Non esiste un’essenza umana, perché l’umanità attuale non è né il fine né la fine dell’evoluzione. Siamo una specie in divenire, come tutto ciò che ci circonda. La biologia evoluzionistica fa pensare che, così come è stato superato l’Homo habilis, l’Homo erectus, l’Homo neanderthaliensis, sarà superato anche l’Homo sapiens. Si dice, per esempio, che i maschi siano destinati a scomparire o a cambiare radicalmente e dunque, forse anche i modi di riproduzione subiranno modifiche. Questo è un particolare importante, dal momento che scandalizzano tanto la fecondazione in vitro ed eterologa, considerate contronatura, ma l’evoluzione insegna che certi ruoli e funzioni sono provvisori anche in natura.
In seconda istanza, a riguardo dell’umiltà, è vero l’esatto contrario: manca di umiltà chi ritiene l’uomo il prodotto più alto e finale dell’evoluzione o della creazione, un essere insuperabile e non perfettibile, magari creato a immagine e somiglianza di Dio.
Noi transumanisti, più modestamente, riconosciamo i nostri limiti fisici e cognitivi e vogliamo migliorarci, potenziare la memoria con l’ingegneria genetica e la cibernetica, rafforzare le strutture scheletro-muscolari, acquisire nuovi sensi propri di altre specie viventi, come pipistrelli e delfini, o macchine come il sonar e il radar. Perché? Proprio perché non ci sentiamo perfetti.
Certo, all’umiltà di partenza, non segue rassegnazione. I nostri antenati non si sono mai rassegnati al loro misero destino e ci hanno portati fino a questo punto. Dobbiamo forse rassegnarci e fermarci proprio noi?

Riccardo Campa