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Transumanesimo in pratica: intervista a Carlo De Donno

Riportiamo qui l’intervista di Carlo De Donno per il quotidiano on line Eccolanotiziaquotidiana.it. (link)

D- Il transumanesimo: La nuova futurologia scientifica

R – Non so se “futurologia” sia il termine più indicato a descrivere il transumanesimo. Con futurologia si intende un tentativo di prevedere il futuro dell’umanità, spesso usando approcci scientifici. Il transumanesimo, almeno per come la vedo io, non si ferma a fare previsioni, ma pone (o dovrebbe porre) il suo maggiore impegno nel dar forma al futuro dell’umanità. Ecco, noi abbiamo una parte attiva in questo processo, mentre i futurologi puri una parte passiva, da osservatori. Credo anche che le previsioni dei futurologi possano essere, in qualche modo, deleterie: per la persona comune il futuro è qualcosa che avverrà a prescindere dal ruolo che egli ricopre nella società. “Posso continuare a fumare, tanto tra qualche decennio si troverà la cura per il cancro”, oppure, “non c’è bisogno che mi impegni a studiare, ci sarà qualcun altro a creare tecnologie al posto mio”: temo che sia questo ciò che molti pensano dopo aver letto le previsioni dei futurologi. Non condanno il lavoro di queste persone, anzi, mostrare come può essere affascinante e sorprendente il futuro dell’umanità è necessario perché le coscienze si sveglino, ma credo che bisognerebbe fare più attenzione ai processi che ai risultati.

 D- Umanesimo, postumanesimo o addirittura un antiumanesimo? 

R – Io vedrò sempre il transumanesimo come un umanesimo perché pone l’umanità al centro della propria ricerca filosofica e scientifica. Vado oltre alle definizioni scolastiche delle varie correnti di pensiero elencate nella domanda. Forse il transumanesimo è la branca più concreta dell’umanesimo, volta al futuro e al presente, più che al passato. Dacché, non posso neanche rifiutare la definizione di “postumanesimo”: la natura dell’uomo sta cambiando e continuerà a mutare sempre più velocemente, è necessario rivedere il concetto stesso di “natura umana”, in modo che il futuro non ci travolga. Infine, non accetto che si definisca il transumanesimo come antiumanismo, perché sarei in contraddizione con quanto affermato precedentemente. 

 D- E l’anima, un residuo dell’evoluzione? 

R – Per ora non abbiamo risposta. Non posso dire che l’anima esiste come non posso dire che essa non esiste. Trovo gli ateisti che cercano in ogni modo di convincere il prossimo sulla non esistenza dell’anima stucchevoli quanto i “pescatori di uomini” cristiani. Dovremmo iniziare a capire che ognuno può pensarla come vuole, sin quando non danneggia gli altri. Da un punto di vista più tecnico, molti sperano che, dopo un esito positivo di BRAIN (Brain Research Through Advancing Innovative Neurotechnologies) e Human Brain Project, i due progetti internazionali che puntano a ricostruire una precisa simulazione del cervello umano su di un supporto digitale, si possano scoprire i principi della coscienza. Ma nulla è detto.

D- Arte transumanista anche?

R – Credo che sia fondamentale e che ci sia molta arte transumanista che non viene definita come tale. A parte i lavori di persone come Natasha Vita-More che dedicano la propria vita e la propria arte interamente al movimento, penso che molti altri artisti abbiamo raggiunto esiti “transumanisti”, forse inconsapevolmente. Prendiamo in considerazione l’ambito letterario: il cyberpunk. Chi è a conoscenza del genere può capirmi subito, l’immaginario cyberpunk è molto influenzato dalle idee transumaniste. Prendendo in considerazione un esempio non strettamente letterario: Deus Ex, il videogame, è forse il documento riguardante il transumanesimo più popolare al mondo. Io stesso mi avvicinai alle idee transumaniste, quando all’età di 11 anni giocai a Deus Ex. E’ una di quelle esperienze che segnano la vita. Si può parlare anche di musica transumanista: prendiamo in esempio la musica dei Boards of Canada, o i Radiohead di Kid A (giusto per citarne due), questa è la musica dell’uomo volto al futuro. Questo concetto, tuttavia, potrebbe essere allargato a tutta quella musica elettronica non soggetta alla banalità imperante del nostro tempo.

 D- Transumanesimo e politica? e.

R – Dipende da cosa s’intende per politica. Sono convinto che una presenza di transumanisti capaci nel Parlamento potrebbe dimostrarsi decisiva. In una situazione politica vergognosa come quella italiana, in cui non ci si mette d’accordo sulla legge elettorale, vedo improbabile, se non impossibile, che temi di stampo transumanista possano essere introdotti, se non da esponenti del movimento. Google guadagna sempre più potere sul web e la nostra privacy viene spesso intaccata, e siamo solo nel 2013. Di questo passo, il rischio più grosso che si corre è quello di essere impreparati. Spesso i transumanisti vengono accusati di essere dei folli “tecnofanatici”, quando poi siamo gli unici che esaminano a fondo le questioni etiche e sociali che emergono con l’avvento delle nuove tecnologie. Ancora una volta giochiamo un ruolo attivo, mentre la maggior parte dei critici non fa altro che lamentarsi, senza proporre nulla di costruttivo.

 D- E l’inquietante Singolarità … l’Intelligenza Artificiale senziente (dotata di Coscienza…) cosiddetta prevista da Kurzweil e altri?

R – Singolarità è molto più di questo, è forse qualcosa che l’umanità non potrebbe neanche concepire. Il dibattito sulla creazione di IA senzienti e più intelligenti dell’uomo è infuocato. La fantascienza ci ha mostrato quali possono essere i rischi di IA che si ribellano all’uomo. A mio avviso occorre concentrarsi di più sugli esseri umani, evitando di addentrarci in rischi enormi. Tuttavia, non mi sento avverso alla Singolarità, ma credo che debbano essere valutati i rischi che essa comporterebbe. Come non mi stancherò mai di ripetere, occorre essere pronti, e io di gente pronta ne vedo poca.

 a c. di RobyGuerra rubrica Transumanesimo

Carlo De Donno, studente di ingegneria biomedica al Politecnico di Milano, ha scritto articoli per il blog dell’Associazione Transumanisti Italiani e per ImmortalLife.

 

INFO:

www.transumanisti.wordpress.com

facebook.com/carlo.dedonno

Twitter: @carlodedonno 

Il grafene potrebbe essere tossico per gli esseri umani

Il grafene, il nanomateriale miracoloso spesso solo un atomo, potrebbe risultare tossico per gli esseri umani. E’ uno studio della Brown University (link) a provarlo, dimostrando che i timori di molti studiosi erano fondati. La notizia potrebbe essere un duro colpo, il grafene, infatti, era stato indicato come il miglior materiale utilizzabile per sostituire il silicio in numerosi componenti elettronici.

Le vittime del grafene potranno essere sia i consumatori che i produttori, le polveri sottilissime di questo materiale “bidimensionale” possono causare gravi danni ai tessuti biologici, infatti il nostro sistema respiratorio non sarebbe in grado di filtrarle.

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Cito qui Tom’s Hardware:

 

Secondo questa nuova ricerca (PDF) però i frammenti di grafene possono penetrare nelle cellule (non solo quelle umane) e comprometterne la funzionalità. Se questa possibilità era già nota in passato, la novità è che gli scienziati della Brown hanno preso in considerazione frammenti dai bordi frastagliati che, nelle simulazioni al computer, si erano rivelati meno pericolosi.

I ricercatori hanno sperimento gli effetti dei frammenti di grafene su tessuti umani (polmoni, pelle, cellule immunitarie), vedendo al microscopio come il materiale miracoloso penetrava nelle cellule, che ne inglobavano pezzi grandi anche dieci micrometri.

 

La notizia è come una doccia fredda per il mondo della tecnologia, si spera che ingegneri e scienziati trovino al più presto dei metodi per rendere il grafene più sicuro, e far sì che non diventi il “nuovo” amianto.

Carlo De Donno

Oltre l’Olocene: l’Antropocene

Forse non abbiamo ancora un ruolo centrale nell’universo, siamo ancora punti infinitesimali che si sforzano per raggiungere l’infinito. Ma la Terra è stata e continua ad essere drasticamente influenzata dalle attività umane, l’uomo ha dettato la nascita di una nuova era geologica.

Antropocene è infatti il nome proposto per un nuovo periodo geologico (probabilmente un’epoca) che presto potrebbe essere accettato ufficialmente nella Scala dei Tempi Geologici. La linea di confine tra Antropocene e Olocene (l’epoca geologica, per ora, più recente) dovrebbe essere fissata tra la fine del Settecento e gli anni 50 del Novecento. Nonostante questo intervallo ampio più di un secolo, la frontiera tra le due epoche sarebbe la meglio definita e fissata nella Scala dei Tempi Geologici, quelle tra le precedenti epoche o ere, infatti, cadono in intervalli molto più ampi.

Il termine Antropocene è stato coniato dal chimico olandese Paul Crutzen, cito qui un particolare aneddoto da National Geographic:

Un giorno lo scienziato, vincitore di un premio Nobel grazie alle scoperte sulla decomposizione dello strato dell’ozono, partecipava a un convegno scientifico. Il relatore continuava a riferirsi all’Olocene, l’epoca iniziata alla fine dell’ultima glaciazione, 11.500 anni fa, e ancora in corso, almeno ufficialmente. Crutzen ricorda di non essere riuscito a trattenersi: «Basta, dissi, non siamo più nell’Olocene, siamo entrati nell’Antropocene. In sala calò il silenzio». Nella successiva pausa caffè, i congressisti non parlavano d’altro. Ci fu chi suggerì a Crutzen di brevettare il suo neologismo. 

Non dobbiamo aspettarci certo che questo mera modifica nel sistema della nomenclatura geologica apporti qualche cambiamento nelle nostre vite; però ci aiuta a capire come il nostro impatto sul pianeta che ci ospita sia diventato così radicale da aver spinto gli studiosi a proporre un’epoca dell’uomo.

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L’Antropocene si distingue dall’epoca precedente per l’aumento dei tassi di diossido di carbonio e altri gas serra nell’atmosfera, provocato dallo sfruttamento di combustibili fossili per ottenere energia utile a mettere in moto le nostre industrie. Una data che si potrebbe proporre è quella del 1784, l’anno in cui James Watt inventò la macchina a vapore, perno della prima rivoluzione industriale. Dai tassi in aumento di queste sostanze viene poi il, probabile, riscaldamento globale. Inoltre, l’Antropocene sarebbe caratterizzato anche dalla crescita di radiazioni causate dai test nucleari di USA e URSS negli anni della Guerra Fredda. 

Tuttavia, l’impatto della specie umana non si ferma qui: occupiamo terre modificandole per adattarle meglio a noi, deviamo i corsi d’acqua e creiamo bacini artificiali, abbiamo sintetizzato prodotti chimici non esistenti in natura (vedi: plastica), abbiamo arricchito la tavola periodica degli elementi, ma anche causato estinzioni di massa.

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(Città del Messico, Fotografia di Pablo López Luz)

 

La geologia ci fa capire qualcosa: siamo importanti, forti, determinanti. Molto spesso religioni, filosofi, studiosi cercano di ridurre l’umanità ad un granello di sabbia, ma sarebbe ora che il genere umano prendesse coscienza di ciò che è capace e di ciò cui può ambire; e vedere ciò che abbiamo costruito, modificato, anche distrutto fino ad ora può essere di grande aiuto.

 

Carlo De Donno

DARPA e Boston Dynamics svelano ATLAS: il più avanzato robot umanoide mai realizzato

C’era un tempo in cui Terminator poteva essere definito un film di fantascienza. Quel tempo è definitivamente finito. DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) e Boston Dynamics dopo anni di lavoro presentato finalmente ATLAS, il quale, preceduto da BigDog e Petman, è oggi il robot umanoide più avanzato mai messo a punto.

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ATLAS è alto 188 cm e pesa 150 kg; dotato di 28 giunture idrauliche è capace di compiere la maggior parte dei movimenti di un essere umano. La sua testa è munita di LIDAR, che, grazie ad un laser, permette di misurare le distanze (lo stesso principio adottato per la Google Car), e di visione stereo. Un computer di bordo permette di controllarlo remotamente.

 

I movimenti di ATLAS sono incredibilmente simili a quelli di un essere umano: è dotato di un equilibro impressionante per un robot di tali dimensioni, ed è, inoltre, capace di superare ostacoli, salire per delle scale, ecc. 

Ad ATLAS manca però un cervello. La DARPA ha lanciato un concorso cui stanno partecipando già almeno una dozzina di team, in modo da vedere chi riesce a creare la miglior IA per il robot. I vincitori saranno ricompensati dalla DARPA con l’ingente somma di 2 milioni di dollari.

Per il momento non si pensa di dotare ATLAS di una intelligenza autonoma, infatti, il suo compito principale sarà quello di supportare i militari nelle operazioni di soccorso, evitando così di esporre degli uomini a seri rischi. Tuttavia, è difficile escludere che in futuro robot come ATLAS non vengano impiegati in operazioni belliche, i fondi più sostanziosi per la ricerca nel campo della robotica vengono appunto dalla Difesa o da agenzie militari.

Vedere una montagna di ferro come ATLAS correre difficilmente lascia indifferenti. Gli avanzamenti della robotica sono l’ennesima prova che siamo al varco di un’era ancor più radicalmente influenzata dalle macchine e dalla tecnologia.

Si terra’ a Milano, nel penultimo weekend di ottobre, il congresso mondiale dei transumanisti: TransVision 2010

Si terra’ a Milano, nel penultimo weekend di ottobre, il congresso mondiale dei transumanisti: TransVision 2010.

Sarà un intenso, rapido e appassionante percorso nel pensiero transumanista contemporaneo, le tecnologie in via di sviluppo, e quelle più visionarie basate su conquiste scientifiche ancora lontane. La conferenza, che avrà luogo da venerdì 22 a domenica 24 di Ottobre alla Sala Carmagnola dell’ Hotel dei Cavalieri a Milano, esplorerà le tendenze scientifiche, tecnologiche, culturali, artistiche e sociali che promettono di cambiare il nostro mondo al di là di ogni aspettativa e potrebbero risultare in una “Singolarità” in solo poche decine di anni.

La precedente edizione si è tenuta negli Stati Uniti d’America, con la partecipazione del futurologo milionario Ray Kurzweil e di William Shatner, il celebre capitano Kirk della serie Star Trek. Si annunciano nomi importanti anche per questa edizione italiana della kermesse.

Uno dei principali relatori sarà Aubrey de Grey, il profeta del prolungamento radicale della vita, noto per aver affermato che “la prima persona che vivrà più di mille anni è già nata”. Sembrerebbe una provocazione difficile da prendere sul serio se de Grey, direttore del progetto SENS a Cambridge, non avesse un’ impressionante serie di sviluppi teorici e risultati sperimentali su animali da laboratorio da esibire a sostegno delle sue idee rivoluzionarie.

Non si tratterà di un raduno di soli scienziati e ricercatori, ma anche di filosofi come gli italiani Riccardo Campa e Roberto Marchesini, autori di numerosi saggi sul transumanesimo e il postumano, nonche’ l’inglese trapiantato negli Stati Uniti Max More, Direttore dell’ associazione transumanista globale Humanity+ e riconosciuto come uno dei padri fondatori del transumanismo contemporaneo. Prevista anche la partecipazione di artisti: Graziano Cecchini, noto per aver dipinto di rosso futurista la fontana di Trevi, sarà affiancato da una coppia di artisti olandesi con una scultura dinamica intesa a celebrare il nostro futuro nello spazio. Quest’ opera è stata voluta dalla geniale Martine Rothblatt, transessuale, miliardaria grazie alle sue scoperte scientifiche nei settori dello spazio e della medicina di frontiera e proprietaria di un’importante casa farmaceutica.

Rothblatt sarà fra i numerosi relatori che parleranno di una delle prospettive più affascinanti: l’ immortalità. Non solo grazie al prolungamento della vita biologica sviluppato dal progetto SENS di Aubrey de Grey, ma anche grazie al lavoro d’avanguardia della “nouvelle vague” di ricercatori che si occupano di immortalità cibernetica: il trasferimento del contenuto della mente umana a computer avanzatissimi, il cosidetto “Mind Uploading” che potrebbe offrire una vera e propria imortalità post-biologica alla generazione dei nostri nipoti. E ci sono quelli che si spingono ancora più oltre e ipotizzano la realizzazione, attraverso la scienza e la tecnologia, di tutte le promesse delle religioni. Nell’ultima giornata della conferenza, si parlerà anche di nuove religioni transumaniste basate sulla scienza.

Come è naturale per una conferenza dedicata a tecnologie tanto avanzate, TransVision 2010 sarà aperta anche a coloro che non possono essere presenti fisicamente grazie all’uso delle più avanzate tecnologie di realtà virtuale.

Sito web: http://transvision.cc/

TransVision 2010, 22-24 Ottobre a Milano

TransVision 2010 è un evento transumanista globale, organizzato da varie organizzazioni e gruppi transumanisti coordinati dall’ Associazione Italiana Transumanisti (AIT) con la collaborazione di un gruppo di esperti. L’ evento avrà luogo il 22, 23 e 24 Ottobre 2010 a Milano, con varie possibilità di accesso remoto online.

Mentre Transvision 2010 non è organizzato da o collegato a Humanity+ (precedentemente nota come WTA), responsabile della maggior parte dei precedenti eventi Transvision, ringraziamo la direzione di Humanity+ per aver permesso l’ uso del nome.

TransVision 2010 sarà un’ intenso, rapido e appassionante percorso nel pensiero transumanista contemporaneo , attività in corso, tecnologia e grandi visioni cosmiche, con oltre 40 interventi distribuiti su tre giorni.  Unisciti a  noi per esplorare le tendenze scientifiche, tecnologiche, culturali, artistiche e sociali che promettono di cambiare il nostro mondo al di là di ogni aspettativa e potrebbero risultare in una singolarità in solo poche decine di anni.

Il primo giorno sarà principalmente dedicato agli aspetti filosofici, culturali e sociali del transumanismo. Esploreremo anche nuove forme di espressione artistica e design ispirate dal pensiero transumanista.

Il secondo giorno sarà principalmente dedicato alla tecnologia: ci occuperemo di estensione della vita, biotecnologia e ingegneria genetica, crionica e preservazione cerebrale, emulazione cerebrale completa e “mind uploading”, biologia sintetica, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale, nanotecnologia, tecnologie convergenti e la singolarità tecnologica, e altre tecnologie transumaniste, alcune che stanno già emergendo dai laboratori di ricerca e sono quasi pronte per le applicazioni pratiche, ed altre che si trovano ancora in una fase di sviluppo concettuale.

Il terzo giorno sarà dedicato agli aspetti più visionari del pensiero transumanista: le meravigliose avventure cosmiche verso le quali stiamo per imbarcarci, lasciandoci indietro il nostro piccolo pianeta azzurro per partire verso le stelle ed oltre, insieme ai nostri discendenti spirituali (“mind children”) AI. Approfondiremo inoltre le conseguenze metafisiche, spirituali, e perfino religiose, delle visioni cosmiche transumaniste.

Il programma della conferenza è pieno di intervenenti di grande notorietà globale, ed altri meno conosciuti ma ugualmente eccellenti. Le sessioni mattutine sono riservate agli interventi sollecitati dagli organizzatori, mentre le sessioni pomeridiane sono aperte anche ad interventi proposti da altri partecipanti. La lingua ufficiale della conferenza è l’ Inglese. Ci saranno anche alcuni interventi in Italiano, per i quali sarà offerta una traduzione simultanea. Oltre agli interventi principali, la conferenza includerà tavole rotonde, dibattiti, riunioni parallele ed eventi di carattere sociale. Ti preghiamo di contattarci per ogni dubbio o domanda, registrarti adesso, aggiungere un link al tuo blog, Twitter, Facebook ecc., e ti incoraggiamo a farci una proposta per un tuo intervento.

Sito ufficiale di TransVision 2010

Umanesimo Scientifico: intervista a Giulio Prisco

Umanesimo Scientifico: intervista a Giulio Prisco, di Roberto Guerra, in Controcultura.

Da Julian Huxley a Bertrand Russell a Norbert Wiener a Jacques Monod, Karl Popper, Marvin Minsky (e i più grandi scienziati del Novecento/Duemila): la scienza come filosofia e viceversa è il linguaggio più radicale e rivoluzionario, energia nucleare e solare dell’evoluzione concreta della specie umana. All’ alba dei tempi postumani, quando la scienza non è più soltanto mera tecnologia e-o Intelligenza, ma ormai lo stomaco e il cuore dell’Uomo contemporaneo, contro certo neo-oscurantismo la parola scientifica, nelle sue frontiere più avanzate, appare ancora più potente e radicale, rispetto alla crisi non solo dell’economia in fase di riformatizzazione postinformatica e postecologica, ma anche dell’arte alla ricerca di nuovi paradigmi del XXI secolo. Di seguito questa significativa intervista al Dottor Giulio Prisco, fisico e informatico, di fama internazionale, tra i leaders del cosiddetto movimento transumanista contemporaneo, la futurologia scientifica del nostro tempo.

D- Il transumanesimo come umanesimo scientifico?

R-(GIULIO PRISCO)Umanesimo, nel senso che le persone sono più importanti delle idee astratte. Se qualcosa può migliorare la vita di qualcuno senza peggiorare la vita di altri, allora è qualcosa di buono, e non ci sono obiezioni filosofiche o “etiche” (non ho mai capito che significa questa parola) che tengano. Scientifico, perchè i transumanisti si occupano principalmente della possibilità migliorare la vita attraverso la tecnologia avanzata. Gli occhiali sono una tecnologia transumanista, che ha migliorato la vita di miliardi di persone permettendo loro di continuare ad avere decine di anni di vita interessante e produttiva anche dopo la riduzione della vista “naturale”. Come? Che a Dio non fa piacere? Ha detto che dobbiamo accettare i nostri limiti con umiltà e reverenza, senza cercare di eliminarli? Risposta a Dio: tu pensa alla tua, di vista, che alla nostra ci pensiamo noi.”

Varie tecnologie emergenti permetteranno di cambiare le regole del gioco della vita in modo molto (ma proprio molto) più radicale. Si tratta sempre dello stesso concetto degli occhiali — usare la tecnologia per migliorare la vita — ma con le tecnologie di oggi e di domani: prolungamento della vita, ingegneria genetica, interfacce dirette cervello-computer, impianti cerebrali: fra una ventina d’ anni molti avranno il cellulare impiantato direttamente nel cervello e integrato con i neuroni da una parte e con la rete globale dall’altra, una fusione fra carbonio e silicio che permetterà, fra le altre cose, la comunicazione telepatica istantanea. Più tardi, sarà possibile trasferire l’ intera personalità umana al di fuori del cervello biologico (mind uploading), permettendo a una persona di vivere per un tempo indefinito in un corpo robotico o virtuale.

Questa non è la fantascienza del quarto millennio, ma la tecnologia della seconda metà di questo secolo. Stiamo per assumere il controllo della nostra evoluzione, passando dauna fase puramente Darwiniana e una nuova fase principalmente autodiretta e post-biologica. Finora siamo stati prigionieri dei nostri corpi biologici, ma in futuro voleremo fra le stelle in corpi robotici o come intelligenze pure. E sono convinto che i nostri discendenti avranno vite più piene, interessanti e felici.”

D- L’AIT e HUMANITY +, oggi
R-(GIULIO PRISCO) “Humanity+… che cosa è? Seriamente, ho fatto parte del consiglio direttivo della World Transhumanist Association (ex WTA, ora Humanity+) dagli inizi, essendone anche Direttore Esecutivo nel 2006 e 2007. Mi sono dimesso da tutte le cariche esecutive e direttive, e infine anche dalla stessa organizzazione, in segno di protesta contro le spinte verso il disfattismo, il perbenismo e la correttezza politica. Io sono per il transumanesimo originale, autentico, futurista, avventuroso, rivoluzionario, radicale e politicamente scorretto. Purtroppo molti ex-transumanisti, pur continuando ipocritamente a definirsi come tali, sembrano intenzionati ad abbandonare il vero spirito transumanista per sostituirlo con una versione annacquata, moderata, rinunciataria e, fatalmente, noiosa. Sembrano principalmente interessati ad apparire come “bravi ragazzi” agli occhi delle gerarchie accademiche mainstream. Questo atteggiamento è, naturalmente, perdente, ed è facile vedere come Humanity+ stia rapidamente scivolando verso l’ irrilevanza.

Faccio però i miei migliori auguri all’ amico Ben Goertzel, l’ attuale Direttore e un vero spirito transumanista, e spero che riesca ad invertire la tendenza. A me, il transumanismo moderato interessa poco. Voglio spingere il piede sull’ acceleratore verso l’ immortalità, il mind uploading e la conquista delle stelle come entità post-umane, post-biologiche e potenzialmente immortali. Mi rendo perfettamente conto che, con ogni probabilità, la mia generazione non potrà arrivarci — come dico sopra, vedo il mind-uploading nella seconda metà del secolo. Ma il sapere che io non ci sarò non mi impedisce di rallegrarmi per le generazioni (quella dei nostri nipoti, e forse anche quella dei nostri figli) che ci saranno. La nostra specie sta per imbarcarsi in una meravigliosa avventura cosmica verso le stelle, e vivo queste visioni del futuro con un’ intensità quasi religiosa. A proposito di religione, sono convinto che il transumanesimo, nella sua interpretazione più futurista e radicale, possa offrire una valida alternativa alla religione, e seguo con estremo interesse varie iniziative volte a creare vere e proprie “religioni transumaniste”. Di queste tendenze verso una nuova “spiritualità transumanista” sono uno dei principali esponenti, e naturalmente i miei scritti vengono attaccati da tutte le parti, da destra, da sinistra, da altre dimensioni politicamente ortogonali, dai transumanisti ultra-razionalisti e dai religiosi ultra-bigotti. ”

L’ AIT è fra le organizzazioni transumaniste più attive del mondo intero. Naturalmente ci sono differenze di opinione anche all’ interno dell’ AIT, come in tutte le organizzazioni vive, ma queste non hanno impedito di portare avanti varie attività che hanno reso l’ AIT sempre più nota a livello non solo nazionale, ma anche internazionale. A novembre scorso abbiamo organizzato a Milano il primo workshop dei transumanisti europei, e abbiamo in programma altre iniziative interessanti. Vorrei invitare le lettrici e i lettori interessati, o semplicemente curiosi, ad iscriversi all’ associazione, che ha una forte presenza online centrata sul sito http://www.transumanisti.it.”

D- La fantascienza come transumanesimo letterario o cinematografico?
R-(GIULIO PRISCO) ” Purtroppo solo letterario, per il momento. Ci sono moltissimi romanzi di fantascienza eccezionali, ma dopo aver visto 2001 nel 1968 non ricordo di aver visto nessun film di fantascienza davvero “grande”.Quello che ci si avvicina di più è “Abre los Ojos” di Amenabar, con Penelope Cruz e Eduardo Noriega, che è stato poi rifatto in inglese come “Vanilla Sky”, con Tom Cruise e la stessa Penelope Cruz. Di Matrix mi sono piaciuti solo i premi 20 minuti del primo, il resto è noiosissimo. Ho paura che a Hollywood continuino a credere che noi consumatori siamo molto più cretini di quello che siamo, e a rovinare bei libri facendone film mediocri per adattarli al grande pubblico. Degli autori classici, i miei preferiti sono Sir Arthur C. Clarke e Olaf Stapledon (mi piace molto anche Lovecraft, ma non sempre si può considerare fantascienza). Dei moderni, Greg Bear, Gregory Benford,Stephen Baxter, Richard Morgan, Alastair Reynolds, Rudy Rucker,Charlie Stross e Greg Egan. Quest’ ultimo è l’ autore transumanista per eccellenza, e ne raccomando la lettura a tutti quelli che vogliono esplorare futuri transumanisti con la guida di personaggi credibili, ai quali è facile affezionarsi. Questo è molto importante per creare empatia verso futuri possibili che sono spesso descritti in modo troppo asettico per fare presa sulle emozioni.

Dai libri di tutti questi autori sarebbe possibile trarre bellissimi film, e continuo a sperare che qualcuno lo faccia. Qualche mese fa ho partecipato, a Woodstock, alla prima del film 2B, prodotto dal genio transessuale e transumanista Martine Rothblatt, che è stato un primo passo verso il cinema di fantascienza maturo ad orientazione transumanista. Non parlerei soltanto di fantascienza come transumanesimo letterario o cinematografico, ma anche di fantascienza come strumento di progettazione della realtà scientifica e sociale e delle future società post-umane. La realtà imita l’ Arte, cercando sempre di correre dietro alle visioni di questa. Sono stati gli scrittori di fantascienza, e non i filosofi e i saggisti, a incendiare l’immaginazione di tanti giovani che poi sono diventati gli scienziati, ingegneri, e manager che hanno trasformato la nostra realtà quotidiana. Gli artisti sono gli architetti del domani, le loro opere sono i piani di progetto, e tutti noi siamo gli ingegneri, i costruttori, i manovali e i muratori a cui spetta il compito di tradurre l’ immaginazione in realtà.

D- La scienza come nuova politica militante? E’ possibile?
R-(GIULIO PRISCO) ” Forse no. La scienza è uno strumento, ma la politica è qualcosa di più fondamentale: la politica è l’ arte di vivere con altri senza spararsi addosso a vicenda in una società che, in qualche modo, permette a tutti di vivere in modo decente. La scienza e la tecnologia porteranno, nei prossimi decenni, a tranformazioni radicali del nostro quotidiano, estensione della vita, sistemi di produzione basati sulla nanotecnologia, intelligenza artificiale, mind uploading e forse a una vera e propria Singolarità. Ma questo non eliminerà i conflitti di interesse e le lotte per l’ accesso alle risorse che sono considerate scarse in un luogo e momento dati. In alcune parti del mondo, la gente si ammazza per l’ acqua. Qui nel mondo occidentale l’ acqua ce l’abbiamo tutti, ma continuiamo ad ammazzarci per altre cose. Il potere. Ci saranno sempre conflitti e lotte per l’ accesso al potere, e la politica è l’ arte di gestire questi conflitti. D’ altra parte, una visione del mondo scientifica può certamente portare un pò più di razionalità nel mondo spesso caotico della politica. Parlerei quindi non di scienza come politica, ma cultura scientificacome antidoto all’ irrazionalità troppo spesso presente nella politica.

D- La società aperta di Popper: utopia o possibilità postdemocratica?
R-(GIULIO PRISCO) ” Se la società aperta di Popper è un’ utopia, è una bella utopia che dobbiamo cercare di realizzare. Chi ha detto che le utopie sono irrealizzabili? Sulla democrazia, mi riconosco in due affermazioni che stanno diventando luoghi comuni, ma che non per questo sono meno vere. La democrazia è la peggiore di tutte le forme di governo… tranne tutte le altre. E anche, la democrazia sono due lupi e un agnello che decidono, con un voto di maggioranza, cosa mangiare per cena. Come Winston Churchill, non vedo in questo momento alternative credibili alla democrazia. Ma penso anche che la democrazia abbia una forte tendenza a diventare una dittatura della maggioranza che spesso, adducendo motivi “etici” o “morali” privi di qualsiasi fondamento pratico, opprime le minoranze per il solo gusto di opprimerle.

È la pratica a dimostrare che una società non funziona senza regole e leggi, ed è giusto che queste regole e leggi siano decise, in un certo modo e in una certa misura, dalla maggioranza. Le limitazioni dell’autonomia personale sono accettabili — ma niente di più. Vanno considerate come un male necessario, e sono accettabili soltanto se, quando e nella misura in cui l’ esercizio dell’ autonomia individuale da parte di alcuni può impedire ad altri di esercitare lo stesso diritto. Questo lo stiamo dicendo da secoli, ma non siamo ancora riusciti a metterlo in pratica a livello politico. Una società aperta deve essere basata su un sano principio di vivi e lascia vivere e non dimenticare mai che, se non ci sono vittime, non ci sono crimini. Quindi, cerchiamo di basare la società e l’ economia su regole sempre più giuste, ma lasciamo in pace i cittadini nella sfera privata. “

D- L’ecologia è un mito oscurantista?
R-(GIULIO PRISCO) ” L’ ecologia in sè certamente no, ma molte esagerazioni fatte in nome dell’ ecologia certamente si. Tornando all’ umanesimo, penso che noi esseri umani, e gli esseri post-umani che diventeremo, siamo molto più importanti del concetto astratto di “natura”. Io mi considero, e scusatemi la mancanza di correttezza politica, più importante di un verme. Se, come pensano i fautori dell’ ecologia profonda, il naturale è bello e l’ artificiale è brutto, allora avere il cancro è bello e curarlo è brutto. Il transumanesimo radicale è profondamente ecologico: prima o poi vivremo nello spazio e in mondi virtuali, e lasceremo la terra ai fiori e alle balene: cosa ci può essere di più ecologico di questo? Per arrivarci, dobbiamo però sviluppare le tecnologie che ci permetteranno di passare a una fase post-umana e post-biologica della nostra esistenza. Quindi è necessario spingere il piede non sul freno,ma sull’ acceleratore dello sviluppo tecnologico.

Naturalmente, finchè restiamo qui è necessario prenderci cura dell’ ambiente affinchè questo possa continuare a sostenere la nostra vita, ed in questo senso appoggio varie politiche e iniziative ecologiche… ma senza dimenticare che siamo più importanti dei vermi. “

D-Giulio Prisco postintellettuale….
R-(GIULIO PRISCO) “Dio mio, postintellettuale, che significherà mai? Certamente mi riconosco in varie definizioni di post-qualcosa. Come transumanista, passo molto tempo a pensare a una nuova fase post-umana e post-biologica dell’ avventura cosmica della nostra specie. E non posso non considerarmi post-moderno nel senso di non credere a nessun tipo di Verità assoluta con la V maiuscola. Penso invece che le verità”morali”, metafisiche, religiose, e perfino in una certa misura le verità scientifiche, non siano altro che verità locali con la v minuscola, prodotti culturali di una data società in un dato momento della sua storia. In questo senso, si che mi considero post-moderno, ma non insisto troppo su questa definizione. Non nascondo che la maggior parte delle cose che mi interessano di più sono cose “intellettuali”.

L’ analisi scientifica e culturale e le visioni cosmiche del transumanismo fortemi interessano certamente molto di più degli ultimi pettegolezzi e del prossimo derby Inter-Milan. Ma sono convinto che le cose veramente importanti si possono anche dire nel linguaggio di tutti i giorni senza troppi paroloni polverosi — se qualcosa sembra priva di significato, spesso è veramente priva di significato. Invece, molti “intellettuali” sparano una logorrea di paroloni sperando che nessuno si accorga della totale assenza di contenuti. Scusa, mi sto contraddicendo: logorrea significa diarrea di parole, e avrei dovuto scrivere questo. La gente è molto, ma molto più intelligente di quanto vorrebbero credere e far credere gli intellettualucci del (lasciamo perdere), ed è perfettamente capace di capire ed intervenire su concetti complessi se ci si prende il disturbo di formularli in modo chiaro e accessibile.Voglio che la cultura scenda dalle torri d’ avorio e venga a parlare con noi nella strada, ed è in questo senso che posso considerarmi post-intellettuale.”